Sicurezza
Al direttore 180mila euro consulenze anche da 50mila
CARRARA. Per rimpinguare il fondo di solidarietà, «Attualmente irrisorio» (parole del segretario provinciale Cesare Leri), la proposta è di tagliare stipendi d’oro dei dirigenti e consulenze. A Gaia...
CARRARA. Per rimpinguare il fondo di solidarietà, «Attualmente irrisorio» (parole del segretario provinciale Cesare Leri), la proposta è di tagliare stipendi d’oro dei dirigenti e consulenze. A Gaia spa risultano 474 dipendenti, con cinque dirigenti, cinque consulenti e nove contratti a progetto.
Le consulenze riguardano la pianificazione e l’asset management (dottor Giovanni Fucci, 47.770 euro); Ufficio legale e appalti (avvocato Rossella Battaglia, 3.240 euro); Aggiornamento e manutenzione software, Ing. Marco Vendali, 33.000 euro; Aggiornamento e monitoraggio piano formativo aziendale, dr. Luca Casai, 25.000 euro; Consulenza in materia contabile, fiscale e societaria, dott. Gabriele Lorenzini, 50.000 euro.
I contratti a progetto spaziano dalla gestione dei sistemi all’ufficio stampa (sono 9, i più onerosi da 22mila euro). I dirigenti di Gaia spa sono in tutto cinque: Francesco Di Martino, dirigente area tecnica, servizio acquedotto e servizio produzione interna, con una retribuzione annua lorda da 109.476 euro; Daniele Franceschini, dirigente servizio fognatura e depurazione, con una retribuzione da 85.125 euro all’anno; Roberto Vercelli, dirigente servizio ingegneria, con una retribuzione da 80 mila euro all’anno; Luca Ragoni, dirigente staff direzione, con una retribuzione da 80mila euro all’anno e Paolo Peruzzi, direttore generale, con una retribuzione da 180 mila euro all’anno. E poiché l’auspicio di una spending review sugli stipendi dei dirigenti di Gaia spa, arriva dal Pd, impossibile non parlare del caso di Luca Ragoni, dirigente staff direzione della spa e uomo forte del Partito democratico: «Naturalmente la nostra proposta di spending review riguarda anche Luca Ragoni anche lui è un dirigente di Gaia, qual è il problema?» ha precisato Cesare Leri.
D’accordo anche il diretto interessato, Luca Ragoni, che si è detto disposto a ridursi lo stipendio, in linea con la proposta del suo partito ma che ha precisato: «Non è un problema, però sarebbe bene andare a vedere anche le retribuzioni degli altri dirigenti di altre società. In generale - aggiunge Ragoni - credo che i dirigenti e le altre posizioni organizzative che abbiamo in Comune e nelle aziende partecipate debbano essere ottimizzate per contenere i costi e sfruttare le loro potenzialità. Invece di assumere nuovi dirigenti o importanti consulenze, forse sarebbe meglio utilizzare quelle che ci sono e, conoscendoli, so che ci sono ottime professionalità sia in Comune che nelle nostre aziende. Il Comune dovrebbe ragionare come una holding e sfruttare ogni possibile economia del proprio gruppo. Io, ovviamente, mi rimetto a ogni decisione del mio Cda».
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