Italia
Sulla spiaggia un disastro infinito
Anche l’ultima mareggiata ha portato dal Magra tonnellate di tronchi e detriti. Balneari disperati: spese continue per pulire
CARRARA. Riesplode la rabbia degli operatori balneari: l’ultima mareggiata ha riversato in spiaggia tonnellate di legname, e interi alberi. «Viene tutto dal Magra», continuano a ripetere i titolari degli stabilimenti balneari costretti a sopportare lavori infiniti di ripulitura dell’arenile e conseguenti spese. «Diverse centinaia di euro per bagno, a ogni intervento, spiega Marco Pardi presidente di una delle due associazioni di Marina, e per l’altra incalza il presidente Sandro Telara: «Ci sono tronchi enormi incastrati nella sabbia, non sappiamo più come fare con questo problema, anche se l’Amia ci aiuta. Una situazione incresciosa, a cui va trovata la soluzione una volta per tutte».
«I bagni dove si è accumulato più materiale sono il Lidia, il Morgana, l’Italia, il Florida, l’Excelsior– dice Sandro Tonetti del Lidia – e noi è impossibile rimuovere i tronchi di grandi dimensioni, sono arrivate dal mare anche carcasse di animali. E’ un problema collettivo, ormai da anni, una volta c’era la cultura del pulire costantemente gli argini dei fiumi anche dove si formavano le isolette in mezzo alle secche. Ora a ogni ondata di maltempo, sulla nostra spiaggia arriva di tutto; sarà per la mancanza di risorse per interventi di manutenzione dei corsi d’acqua, sarà per la non curanza della gente, ma il risultato è questo». Tonetti, 56 anni, gestisce il bagno Lidia da 35, essendo subentrato alla mamma e alla nonna (Lidia, appunto) che aprì nel dopoguerra lo stabilimento balneare.
Marco Pardi è amareggiato: «Ci stiamo facendo il callo, il Magra ci “regala” tronchi sempre più grandi, e non è sottoposto a una pulizia adeguata. La spiaggia l’avevamo ripulita da poco, e ogni volta con eventi meteo gravi dobbiamo concordare le operazioni per portare i detriti e il legname (setacciato per eliminare il più possibile la sabbia) dalla spiaggia fino in stada, agli scarrabili disponibili, e poi tutto deve essere smaltito. Ci vogliono ore di lavoro, e ditte che contattiamo a nostre spese. Il legname portato dal mare, non lo si può bruciare in spiaggia. E pensare che se il problema – spiega Pardi – fosse risolto a monte, cioè evitando che dal Magra arrivi sulla spiaggia di Marina, tutto quel legname dalle sponde potrebbe essere prelevato e riutilizzato in qualche modo, diventando così una risorsa e non più un peso economico».
Il presidente di Amia, Gianenrico Spediacci, conferma l’impegno nell’aiutare i balneari. «Quest’anno in due mesi abbiamo già effettuato due pulizia richieste dal Comune. Interverremo anche dopo questo nuovo allerta meteo». Anche lui fa presente, come sottolineano anche all’ufficio ambiente del Comune, che il legname che si deposita sugli arenili viene considerato rifiuto solido urbano, e non si può bruciare in spiaggia. Il problema delle mareggate e dell’arrivo di montagne di legname dal Magra investe prima di Marina, la spiaggia di Marinella. Dove gli operatori balneari sono altrettanto “inviperiti”.
Roberto Galli di Sib Confcommercio spezzina, in una nota afferma: «Cominciamo ad essere molto preoccupati per la quantità di legname sulle spiagge soprattutto perchè al momento non possiamo fare niente per eliminrla. Bruciare non si può, ma sarebbe stato il modo più sicuro per distruggerla. La preoccupazione deriva dal fatto che le imprese che avrebbero dovuto presentarsi per ricavare dal legname il cippato stanno facendo delle difficoltà, perchè la rena presente tra le piante renderebbe inutilizzabili le lame delle trinciatrici. Però sappiamo che il legname si può caricare, lavare e poi trinciare. Il tempo passa... si deve fare una gara.. e se il secondo arrivato contestasse il risultato? Occorre che le istituzioni, visto l'intervento del Ministro Orlando, ci tengano informati sulla evoluzione di questa incresciosa situazione. L'estate fa presto ad arrivare».
Cinzia Carpita
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