Il Tirreno

«Il referente interregionale non risponde»

«Il referente interregionale non risponde»

Il sindaco: ho posto il problema da tempo, per ripulire l’arenile si pagano costi pubblici e privati

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CARRARA. «Non abbiamo più un referente certo per entrambe le regioni. Il problema dell’invasione del legname in spiaggia durante le mareggiate l’ho posto da tempo all’Autorità di bacino interregionale Liguria-Toscana del Magra, ma senza risposta e ora l’ente pare in fase di revisione o scioglimento». Il sindaco Angelo Zubbani l’altro ieri era sulla spiaggia che si stava riempiendo di rami, tronchi e altro portato dal mare. «Non so come affrontare un tema così complesso, per il fatto che il Magra attraversa più Comuni. – dice – L’Autorità interregionale era un punto di riferimento e non dobbiamo prendercela con i Comuni a noi limitrofi. E’ un problema di estrema difficoltà. Chi può darci risposte? Si pagano costi sia pubblici che privati, per la raccolta e lo smaltimento del legname, con il rischio oltretutto di un conflitto tra Comune e operatori balneari». Per la manutenzione di fossi e canali è nato il Consorzio di bonifica Toscana nord. Potrebbe intervenire? «Abbraccia Comuni della Toscana, mentre i problemi del Magra vengono dalla Liguria. Parlerò con gli assessori all’ambiente delle due Regioni, per cercare una soluzione, ma ci vorrà tempo».

Il primo cittadino ribadisce di avere posto il tema all’attenzione dell’Autorità interregionale del Magra, «ma nonostante abbia sollecitato risposte, queste non sono arrivate».

Zubbani parla anche delle interconnessioni fra i territori, di qua e di là dal confine fra Toscana e Liguria, per la faccenda dei fuochi in spiaggia, cioè della possibilità o meno di bruciare sull’arenile tutto quel legname. «La legislazione dovrebbe essere uguale per tutti, ma non voglio entrare in discorsi che non porterebbero a soluzioni».

Dunque per ora non si sa neppure a quale soggetto preciso dovrebbe essere demandato il compito di dirimere la questione che tanto angoscia gli operatori balneari, sia quelli di Marina, sia quelli di Marinella: perché gli arenili sono ogni anno vittime di quelle invasioni sgradite, che trasformano le spiegge in distese di legni spezzati e di grossi tronchi. E lasciare tutto com’è fino alle porte della stagione turistica significa, e gli operatori lo sanno bene, cadere in balìa dei detriti che affondano e si sbriciolano nella sabbbia rendendo poi impossibile una corretta pulizia.(c.car.)

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