Il Tirreno

Fiume illegale di gasolio nell’autoparco

Fiume illegale di gasolio nell’autoparco

Altri guai per l’impresa di trasporti che aveva taroccato i mezzi per gabbare i pedaggi autostradali: 8mila i litri sequestrati

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SARZANA. Detiene illegalmente quasi 8mila litri di gasolio all’interno del proprio autoparco: La Guardia di Finanza sequestrata cisterna abusiva e carburante, e denunciato all’autorità giudiziaria il responsabile della società controllata.

Il titolare dell’impresa è lo stesso fermato dalle Fiamme gialle per la colossale truffa alle autostrade di pochi giorni fa per centinaia di migliaia di euro. Nel corso del blitz, furono sequestrati 6 rimorchi modificati per falsare i pedaggi al passaggio del telepass e altrettanti congegni a forma di “pinna di squalo” installati al di sotto delle scocche dei mezzi.

All’atto dell’irruzione all’interno dell’autoparco in Val di Magra, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana avevano proceduto al sequestro di 6 rimorchi di proprietà di un’azienda di autotrasporti che, grazie a un ingegnoso quanto semplice “accessorio” a forma di “pinna di squalo” montato sui rimorchi al di sotto degli assi di manovra di cui sono dotati, consente magicamente a convogli formati da 5 assi (motrice più rimorchio) di passare le corsie telepass ai caselli autostradali registrando il transito di un convoglio a 3 assi: secondo le Fiamme gialle, ciò avrebbe consentito un illecito risparmio (fino al 40 per cento) sul pagamento realmente dovuto.

La prosecuzione delle indagini ha portato la Fiananza ad individuare nell’ambito della medesima azienda, una cisterna contenente circa 8mila litri di gasolio per autotrazione, dotata di tutto punto di pistola erogatrice e di meccanismo digitale per il conteggio parziale del carburante erogato. Un dispositivo che era stato nascosto fra lastre di onduline, bidoni vuoti e container. Ma che non è sfuggito agli uomini della Guardia di Finanza.

«Scoperte e spostate le lastre con le cautele del caso - si legge in un comunicato - le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro della cisterna e del gasolio custodito al suo interno, privi di ogni licenza, contestando al titolare dell’impresa l’assenza della prescritta autorizzazione amministrativa necessaria per l’installazione e l’esercizio di impianti di distribuzione carburanti a uso privato e la mancanza del certificato di prevenzione incendi previsto per l’attività esercitata e il tipo di cisterna utilizzata. La rigidità delle norme che attengono al rilascio di concessioni per l’erogazione di carburante da parte di privati è legata essenzialmente a ragioni di sicurezza per i lavoratori sui luoghi di lavoro che, in mancanza di adeguate cautele, sono esposti a gravissimi rischi per la loro incolumità personale, nonché alle altissime probabilità di scoppi o o deflagrazioni che possono verificarsi laddove non si osservano tutte le prescrizioni codificate in materia: nterramenti, distanze da civili abitazioni, segnaletica, impiantistica anti-incendio».

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