Il Tirreno

Comitato pronto a costituirsi parte civile

Il neo presidente Calabrò sta confrontandosi con altre associazioni nazionali nate a seguito di alluvioni

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. L'associazione "Comitato rinascita Aulla e Lunigiana" sta valutando se costituirsi parte civile nell'eventuale processo a carico dei tredici indagati per l'alluvione del 25 ottobre 2011, durante la quale morirono due persone. Lo ribadisce sulla pagina Facebook dell'associazione, Rodolfo Calabrò, eletto a fine gennaio alla guida del Comitato al posto dell'avvocato Roberto Valettini.

Calabrò annuncia anche che «sono in corso contatti frenetici fra i vari comitati nati in seguito alle varie alluvioni (Emilia, Veneto, Elba, Basilicata, Calabria e Sicilia) e ci dovrebbe essere un incontro, a breve, fra i rappresentanti di questi per proporre una legge di iniziativa popolare che preveda delle "tutele" per chi subisce i danni di un'alluvione, seguito da un incontro, a Roma, con la commissione ambiente della Camera».

Ma non c'è soltanto la costituzione di parte civile fra le future iniziative del "Comitato rinascita": infatti, anche l'affaire Cjmeco sarà al centro dell'attenzione e sarà presa una posizione sul futuro argine lungo viale Lunigiana, sulla sponda sinistra del Magra, «che merita una più incisiva e approfondita analisi». Calabrò non dimentica neppure quelli che chiama «i nostri fratelli di Stadano», gli abitanti della piccola frazione aullese, i quali sono senza ponte da oltre due anni.

Il neo presidente poi annuncia che sta per tornare il giornalino "Il ficcanaso", che riprenderà le pubblicazioni soltanto online per abbattere i costi e si occuperà non solo di Aulla, ma di tutta la Lunigiana, come spiega la direttrice Emanuela Ferrari. Rimane il fatto che il piatto forte dell'azione del rinnovato Comitato è sicuramente la costituzione di parte civile nell'eventuale processo post alluvione. Quindi, ricordiamo i nomi dei tredici indagati: l'ex presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, attualmente commissario della stessa; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela; gli ex sindaci di Aulla, Lucio Barani e Roberto Simoncini (storico delfino proprio di Barani); il dirigente comunale Franco Testa, il quale si occupava del settore urbanistica e lavori pubblici; l'ex dirigente comunale Giuseppe Lazzerini, attualmente direttore generale dell'Erp di Massa Carrara (l'ente che si occupa delle case popolari); il dirigente comunale alla Protezione civile, Mauro Marcelli; l'ex vice sindaco e assessore all'urbanistica, Gildo Bertoncini; l'ex dirigente comunale all'urbanistica e ai lavori pubblici, Ivano Pepe; l'ex sindaco di Bagnone, il geologo Piero Pierini; l'ex assessore comunale alla Protezione civile, Giovanni Chiodetti. Quest'ultimo è indagato "soltanto" per omicidio colposo e non per disastro colposo, mentre gli altri dodici risultano indagati per entrambe le ipotesi di reato.

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze