Attenzione
Referendum spaccato, niente fusione
A Ortonovo il 93% di sì, a Castelnuovo Magra il 67% di voti contrari. La delusione dei sindaci, esulta il comitato del no
CASTELNUOVO MAGRA. Fusione: niente da fare, elettorato spaccato: a Ortonovo hanno prevalso i sì alla nascita del Comune di Luni, mentre a Castelnuovo Magra hanno prevalso i no. Secondo il regolamento, solo in caso di maggioranza di consensi alla fusione, in entrambi i Comuni, sarebbe scattata la procedura di unificazione.
Niente Luni, per ora tutto resta come prima, con i due Comuni ciascuno per la porpria strada. Quello di ieri è stato il primo referendum consultivo per la fusione di due Comuni che si è svolto in Liguria.
L’affluenza era cominciata lenta ma in crescendo nella mattinata di ieri nei seggi dislocati nei due comuni dove si è votato dalle 8 alle ore 21.
I primi dati sull’affluenza: alle ore 12 era stata del 16,32% a Castelnuovo Magra (votanti 1.157 su 7.087 aventi diritto) e del 9,56 % a Ortonovo (votanti 686 su 7.173 aventi diritto).
Il referendum consultivo sarebbe stato valido al raggiungimento, in ciascun comune, del quorum del 30% di votanti.Che è stato alla fine ampiamente superato.
L’affluenza alle ore 19: a Castelnuovo Magra il 51,09% e a Ortonovo il 38,37%.
Quindi già alle 19 si sapeva che il referendum era valido avendo superato il quorum.
Alle ore 21 l’affluenza finale: a Castelnuovo il 55,81% (3.955 votanti) e a Ortonovo il 43,30 (3.106 votanti).
Il sindaco di Castelnuovo Magra, Marzio Favini (per il sì) ha commentato: «Sono amareggiato, dispiaciuto. Non ho altro da dire. Sono stanco». Non ha aggiunto altro. Molti del comitato del sì hanno reagito al voto negativo ricordando che é stata una giornata di democrazia dove i cittadini hanno espresso la loro opinione. Nonostante la sconfitta la voglia di voltare pagina e di pensare allora alle prossime elezioni per il sindaco di Castelnuovo Magra.
Il sindaco di Ortonovo, Francesco Pietrini (per il sì)), ha detto: «La democrazia si rispetta ma io non mi arrendo. Rispetto le opinioni dei cittadini e mi adopererò affinché Ortonovo diventi Comune di Luni a questo punto da solo. Purtroppo ha vinto chi parlava alla pancia e non chi parlava al cervello. Abbiamo perso un'occasione storica».
Giorgio Baudone (Comitato del no, “Teniamoci Castelnuovo”): «Sono contentissimo perché ha prevalso il buonsenso e i castelnovesi hanno dimostrato di saper ragionare». E’ stato un fermissimo sostenitore del no alla fusione fra i due Comuni.
«La gente ha scelto di tenersi il proprio comune, non rifiutando però - afferma Baudone - le prospettive sbandierate dal comitato del “sì”. Siamo consapevoli, infatti, che si possono raggiungere le stesse prospettive, mantenendo la propria autonomia e identità, ad esempio attraverso l’unione dei Comuni delle terre di Luni e del Magra».
Insomma “sì” alle unioni ma “no” alle fusioni. Questo il concetto ribadito da Baudone che, dopo aver espresso soddisfazione per l’esito del referendum, si toglie qualche sassolino dalle scarpe.
«In questo ultimo mese il comitato del “sì” ha fatto di tutto per far ragionare i castelnovesi - dice- hanno messo di mezzo di tutto, le imprese, i medici di famiglia e perfino il vescovo. Ma la gente ha scelto di mantenere la propria identità e di tenersi il proprio comune. È da qui che bisogna ripartire e alle prossime amministrative puntare su sindaci che abbiano la volontà di creare una unione dei Comuni».
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