Prestiti fino a 15 mila euro per i precari
La Regione fa da garante per chi non ha contratti a tempo indeterminato
MASSA. Un prestito fino a 15mila euro per i lavoratori che non possiedono contratti a tempo indeterminato.
L'obiettivo è semplice: favorire le condizioni di accesso al credito e attivare un ulteriore misura a sostegno di tutti i lavoratori atipici che operano sul territorio in situazioni di precarietà lavorativa.
Il contributo è stato realizzato grazie alla creazione di un fondo speciali rischi, istituito dalla regione Toscana e gestito da Artea (Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura). Il prestito è rivolto a tutti i lavoratori residenti in Toscana, titolari di un rapporto di lavoro non a tempo indeterminato in condizioni di vigenza o che nei sei mesi antecedenti la richiesta abbiano avuto in corso un contratto di tale tipologia.
Attraverso il fondo la regione Toscana opera da garante nei confronti delle banche che hanno aderito all'iniziativa. Funziona così: il lavoratore beneficiario (che risponde cioè dei requisiti) può richiedere il prestito direttamente all'istituto bancario aderente, sarà poi compito della banca richiedere ad Artea la verifica dei requisiti e, quindi, di accesso al prestito.
Un contributo in denaro che può arrivare fino ad un massimo di 15mila euro. Il lavoratore, accanto alle richiesta di ammissione al fondo presentata direttamente dalla banca, dovrà allegare i dati anagrafici e il codice fiscale, infine, integrare una certificazione sostitutiva all'interno della quale dichiari di non aver riportato condanne penali nei precedenti 5 anni e l'impegno formale alla restituzione del prestito.
L'importo erogato potrà essere restituito tra 18 e 60 mesi e in caso di inadempienza (di mancata restituzione) l'istituto bancario avvierà una «intimidazione del pagamento – spiega il regolamento del fondo - dell'ammontare dell'esposizione per rate insolute, capitale residuo e interessi di mora».
L'intimidazione partirà entro sei mesi dalla data dell'inadempimento, cioè dalla data della prima rata rimasta insoluta, e potrà avvenire attraverso diffida di pagamento o decreto ingiuntivo.
Per quanto riguarda le finalità del prestito, non sono previste limitazioni: il lavoratore potrà utilizzare il denaro liberamente, per migliorare le proprie condizioni familiari, scolastiche, formative, lavorative e di salute.
(A.P.)
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