La manifestazione
“Tu sen de Massa se...” L’identità è su facebook
Spopola sul social network il gruppo sulle tradizioni, i proverbi e i personaggi Dalla calda calda della Norma e la cocombola d’estate alle poesie di Bellugi
MASSA. Dal castello Malaspina alla “calda calda”, passando per Lello Splendor, la Standa, la “coriera” e Bellugi: ecco cosa distingue i massesi doc, quelli che si sono riuniti su Facebook, come migliaia di cittadini in tutta Italia, facendo impazzire la rete con proverbi, aneddoti, frasi in dialetto, ricordi, usi e costumi di una società che, pare, non cambi mai gran che.
“Sei di Massa se…” è il nome del gruppo che in due giorni è arrivato a circa 3mila iscritti: un fenomeno che, c’é da giurarci, un giorno verrà sociologicamente studiato. Il dato di fatto è che, da questo momento in poi, le radici saranno in rete. Ed è il delirio: tra gli oltre 10mila post, se contiamo anche i commenti, che sono stati scritti in 48 ore, è difficile scegliere. Partiamo con qualcosa di facile: “Tu sen de massa se magni i tordelli e i tadjerin, la calda calda della Norma e d’estate la cocombola”: per chi non lo sapesse, la tipica pasta fresca ripiena, la farina di ceci e l’anguria. Sei di Massa anche se “Nonostante siano passati svariati anni il Carrefour continui a chiamarlo Euromercato, e la Coop la chiami Standa”, “Se il gelato di Eugenio una volta era il migliore”, “Se conosci Lello Splendor, quello vero”, “se Piazza della Liberazione non la conosci, ma se ti dico Piazza dei culi capisci all'istante”, “se sei in perenne conflitto con coloro che abitano al di la della Foce” e, appunto, “se quando te vede un carrarrin ti chied il passaport”. C’è il meglio (e il peggio) del dialetto più antico, dei modi di dire, dei proverbi popolari, dei luoghi visitati: “Sei di Massa se tu mire el maro dal pontilo”, “se t’ha fatto almanc'una volta el bagno en te la fontana de piazza dei culi per la promozion della magica Massese” , “se tu t arcorde il vespasiano accanto al Teatro Guglielmi”.
Alcuni post non possono essere tradotti nella loro bellezza e semplicità: sei di Massa, ad esempio, se per dire che qualcuno ha dei problemi dici “luquì ina’ mia tutti i so dì”; e se uno ha i pantaloni un po' corti alla caviglia: “cosiddià luquì l’acqua en cà??”. C’è qualcuno che ricorda anche la Dama Bianca, misteriosa donna sempre vestita di bianco, forse un fantasma, protagonista di una storia che fece impazzire cittadini e giornalisti un’estate di decenni fa. Per cui, non c’è dubbio siete di Massa se almeno una volta “avete visto la Dama Bianca in tel vialo Roma”.
Nostalgia anche per alcuni personaggi caratteristici, che generazioni intere hanno conosciuto per la loro estrosità, per la simpatia, per la tenerezza dei atteggiamenti: “Sei di Massa se conosci la Pinuccia”, “se te sentive cantare “Celentano” davanti al Guglielmi”, “se hai mai aiutato Robbè do spicci” e se “guardando il nostro fiume ricordi Bellugi, el Frigido, un fiumicin proprio una pisciatina d’angiulin”. C’è spazio anche per l’amarezza dei nostri giorni, della contemporaneità: “Sei di Massa se sei disoccupato” e “se tu va in giro e tu trove il deserto”, ma c’è anche chi si ricorda “quando da fantin tu andave al Morteto al campo santo e t’avea paura della beccamorta......a me fa paura ancammò”.
Qualcuno pubblica foto in bianco e nero della vecchia colonia Fiat, quando ospitava i bambini figli degli operai che, tutti vestiti uguali, passavano la villeggiatura sulla spiaggia di Marina di Massa e ci sono classici senza tempo: sei di Massa se bevi l'acqua della Rocca, se il monumento al partigiano lo chiami, affettuosamente, il carciofo, se a capodanno tiravi gli “scriccon” e se “da fantin tu sen salito en cimo ala pecorela dele poste”. Quante verità, quanti ricordi.
L’ultima, la perla intramontabile, tratta da una vecchia poesia in dialetto suona come un appello all’amore : sei di Massa solo se, almeno una volta nella vita “t'ha ditto a una bela fanta: o cara mire el maro comigliè paro, basgianze”. Ovvero: “Oh mia cara, guarda il mare oggi come è calmo, sembra una tavola, baciamoci” (più o meno).
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