Lutto
Il patron Mauro Marri: c’è nuovo lavoro tutti a pranzo con me
Il fondatore del gruppo imprenditoriale di famiglia al ristorante con i dipendenti: «Li ho voluti tranquillizzare»
CARRARA. Tempo di crisi, tempo di riscossa. Non capita spesso di vedere il patron di una grande azienda, anzi di un gruppo di imprese, invitare a un pranzo tutti i propri dipendenti, per rassicurarli sul loro futuro.
E’ accaduto ieri a Carrara, o meglio a Marina, dove nel ristorante Geme presso lo stabilimento balneare Conte, si sono seduti a una tavolata Mauro Marri, i figli Francesco, Daniele e Silvia che lavorano nel gruppo imprenditoriale della famiglia Marri, storicamente operante nel settore delle forniture e trasporti di materiali derivanti dalle cave carraresi (dal tout-venant, ai detriti, ai blocchi).
Mauro Marri il 25 febbraio compirà 71 anni, e ieri è come se avesse anticipato il compleanno con la festa legata a una buona notizia. Cioè nuove e importanti commesse di lavoro. «Come mi sento? Beh, come ci si sente dopo un lauto pranzo». Sorride, poi spiega l’iniziativa: «Una cosa così l’ho fatta sette o otto anni fa. Ultimamente abbiamo un po’ tirato la cinghia, fino a pochi giorni fa avevamo qualche dubbio per il futuro», si riferisce alla crisi generale. «Ora in fondo al tunnel si vede un lumicino, abbiamo avuto nuovo lavoro, un segnale buono. Così ho voluto rincuorare i dipendenti, 50 diretti, più una cinquantina di collaboratori esterni. E li ho invitati a mangiare. Ho detto loro: state sereni. E poi noi siamo gente abituata a lavorare». Lo sa bene il patron che fondò l’azienda nel 1968.
E sì, perché il Gruppo Marri ha appena vinto, all’interno di un’Ati (associazione temporanea di imprese) con Varia Costruzioni (di Lucca) un appalto per la sistemazione di banchine a Marina di Pisa. Il gruppo Marri fornirà materiali, principalmente terre e informi provenienti dai bacini marmiferi carraresi. Le spedizioni passeranno dal porto di Marina dove l’azienda ha chiesto di poter utilizzare per un anno la banchina Taliercio. L’operazione dovrebbe cominciare i primi di marzo.
L’azienda ha avuto richieste anche da San Miniato per interventi agli argini del fiume Elsa; e ci sono contatti con Genova per opere di ampliamento del porto.
Così, oltre all’attività locale di fornitura di materiali lapidei a Omya e Imerys (quasi il 100% del lavoro), anche commesse esterne che danno nuove certezze nella crisi generale, soprattutto in un territorio come quello apuano, dove molte imprese faticano a restare sui mercati. C’è chi ci riesce.
«Un altro anno assicurato – dice Mauro Marri– e speriamo che continui così per il futuro». Quel pranzo tutti assieme, impiegati, operai, trasportatori, il patron lo ha voluto fortemente: «Diamo fiducia ai nostri dipendenti».
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