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Il medico legale inguaia Pucci «Voleva uccidere»

Il medico legale inguaia Pucci «Voleva uccidere»

Ratti ha consegnato la perizia sulle coltellate al Baraonda Il ferito ha perso due litri di sangue. Salvato dai chirurghi

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MASSA. Se i soccorsi non fossero stati così tempestivi il ragazzo accoltellato al Baraonda sarebbe morto dissanguato. Anche perché chi lo ha colpito - e secondo l’accusa è stato Giacomo Pucci, ma lui nega - ha centrato la base dell’emitorace sinistro, quindi al confine con l’addome, e ha reciso i rami gastrici. I chirurghi che lo hanno operato, strappandolo dalla morte dopo un intervento durato tre ore, hanno scritto che il ragazzo ha perso due litri di sangue. «Bastava un ritardo di poche decine di minuti e ogni tentativo di salvarlo sarebbe stato inutile». A scriverlo è il medico legale Maurizio Ratti, incaricato dalla procura di accertare se le ferite del giovane potevano avere effetti letali. La risposta del perito è stata affermativa e questo di fatto aggrava la posizione dell’indagato. Difficilmente, a meno che il consulente della difesa riesca a dimostrare il contrario, la contestazione potrà diventare lesioni aggravate. Unica possibilità per Pucci, attualmente accusato di tentato omicidio, per uscire dal carcere in breve tempo. Ma la perizia di Ratti complica le cose, nonostante il legale del ventiseienne abbia presentato la richiesta di scarcerazione.

Ratti ha anche scritto un’altra cosa: il ferito del Baraonda è stato fortunato perché i rami gastrici non hanno provocato una fuoriuscita violenta di sangue. Giusto per capire: le ferite inferte ad Andrea Fruzzetti ed Enrico Barìa avevano la stessa violenza, ma hanno colpito delle arterie e quindi l’emorragia è stata istantanea. Nonostante anche loro abbiano perso due litri di sangue, su per giù, il processo è stato immediato.

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