Il dolore
«Controllate gli aiuti ai Saharawi»
CARRARA. Saida Tazi, presidente dell’associazione El Massira per la difesa dei sequestrati e prigionieri marocchini a Tindouf in Algeria, lancia un appello pubblicamente «a tutte le associazioni e...
CARRARA. Saida Tazi, presidente dell’associazione El Massira per la difesa dei sequestrati e prigionieri marocchini a Tindouf in Algeria, lancia un appello pubblicamente «a tutte le associazioni e organizzazioni, partiti e “partitini” della Toscana che aiutano il Polisario (gruppo di scissionisti marocchini di stanza a Tindouf)», e chiede di recarsi subito nei campi di Tindouf «per verificare di persona quello che sta succedendo dopo l’uccisione di due giovani saharawini da parte dei militari algerini, avvenuta alla frontiera fra Mauritania e Algeria». Saida Tazi è carrarese di adozione da 30 anni. «Tanti toscani e carraresi, tante associazioni hanno a cuore il Polisario, ma vorrei che verificassero dove vanno a finire i loro aiuti davvero. Secondo me, vanno nei mercati neri: molti credono di aiutare il popolo Saharawi, ma secondo me non è così. Due giovani saharawi di soli 20 e 23 anni - ricorda - circa un mese fa sono stati uccisi, volevano andare in Mauritania per poter fare il commercio invece alla frontiera tra l’Algeria e la Mauritania sono stati uccisi a bruciapelo con le mitragliate dei militari algerini. C’è la rivolta di tutti i saharawi e dei familiari dei defunti che rifiutano i corpi dei loro figli e chiedono che vengano i giudici del tribunale internazionale a fare luce sull’accaduto. Speriamo che finiscano le pressioni che vengono fatte contro i rifugiati Saharawi dai loro capi e dai militari algerini», conclude amareggiata Saida Tazi.
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