Il Tirreno

Comune pieno di case, ma senza soldi

di Chiara Sillicani
Comune pieno di case, ma senza soldi

Palazzo civico ha 54 alloggi tra cui una villa con piscina, ma fatica a mantenerli. E pensa ad un progetto con le associazioni

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MASSA. Ha una quarantina di case, qualche appartamento a due passi dal mare, una bella villetta con piscina e - a completare il quadro - un’infinità di terreni: un patrimonio con i fiocchi. Ma i beni, ahimè, vanno gestiti, mantenuti, rimessi a nuovo. Tradotto: richiedono investimenti e impongono di mettere mano al portafoglio.

E il multiproprietario, in questo caso, non è un rampante imprenditore con un conto in banca da capogiro, ma il Comune costretto, con i tempi che corrono, a stringere la corda. Vendere è una possibilità, certo, ma pur sempre “una rinuncia”. Ecco allora l’idea: mettere i beni - almeno una parte - a disposizione di associazioni e cittadini. Se lo stabile è in buone condizioni, paghi un canone, magari concordato, se invece l’edificio non è in ottima salute, allora ti fai carico di sistemarlo e mantenerlo senza versare un centesimo. E a quell’idea Giovanni Rutili, assessore al patrimonio, sta dando le sembianze del progetto: «Lo scopo - illustra le intenzioni - è evitare il deterioramento degli edifici, garantendo il decoro urbano e rispondendo all’esigenza di spazi per attività che l’amministrazione giudica prioritarie».
Tutti i beni di Palazzo civico. All’ufficio patrimonio di via Portafabbrica hanno davvero parecchio da fare: 270 i beni da amministrare. Senza includere nel calcolo i terreni, dalle cave all’arenile.

Nell’elenco ci sono scuole materne ed elementari, edifici che ospitano i nidi di infanzia, campi sportivi, impianti di acquedotto e depurazione. Ci sono il tribunale, il mercato ortofrutticolo, il teatro, lo stadio e il campo scuola, la Filanda e il palazzetto dello sport, decine di magazzini e box del mercato. La villa della Rinchiostra e la colonia Ugo Pisa (vedi articolo sotto). Ma - e questo è il dettaglio più rilevante - ci sono anche 54 alloggi di cui 13 frutto di confisca: il precedente proprietario ha costruito senza concessione o si è preso la “libertà” di allargarsi un po’. E la legge in tema di abusi (la 47 del 1985) parla chiaro: prende tutto il Comune.

E, tra i beni acquisiti al patrimonio comunale ai sensi della legge 47, ci sono anche tre appartamenti all’interno del complesso residenziale Doria. Per cui però la partita di fronte al tribunale amministrativo non è ancora chiusa.

Delle 41 case - confische a parte - nella disponibilità di Palazzo civico molti sono alloggi di ex custodi di scuole ed enti. Tutti immobili amministrati da Erp (Ente per l’edilizia popolare).
Quella villetta lussuosa. Il Comune ha appartamenti in via Silvio Pellico, via Bastione, viale Trieste, via Mannini, via Fivizzano. E soprattutto ha nel suo portafoglio immobiliare una villetta, a due passi dal mare, a Bondano, con tanto di piscina. Quel gioiellino, insieme ad una casa in via Pandolfino (entrambi utilizzati per situazioni di emergenza abitativa), è nelle mani di Palazzo civico da qualche anno: la magistratura l’ha confiscato alla mafia e il demanio lo ha affidato a via Portafabbrica.

E adesso - parola dell’assessore Giovanni Rutili - l’amministrazione sta pensando di venderlo quel bene: prima una perizia, poi - se si delineeranno le condizioni - una permuta o, diversamente, una vera e propria asta. «E i soldi - assicura l’assessore - saranno utilizzati per far fronte all’emergenza abitativa». Magari con l’incasso di una sola vendita, di case il Comune potrebbe comprarne due, offrendo risposta a due famiglie.
Tanti beni e pochi soldi. Insomma, una lista lunga chilometri di beni e terreni da amministrare e pochi soldi. Tradotto in numeri: 20mila euro circa. Ma sia chiaro per immobili strategici, scuole in primis, il capitolo di spesa è un altro e Giovanni Rutili ci tiene a sottolinearlo: «Non rientrano nei 20mila euro le opere di manutenzione degli edifici scolastici per cui in bilancio è previsto un esborso di 250mila euro». Rimane il progetto con associazioni e cittadini: tu concedi l’immobile, loro ti aiutano a manutenerlo. A breve l’amministrazione stilerà la lista di tutti gli edifici disponibili.

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