La manifestazione
1945, quando la città fu distrutta
“Massa ferita”, rievocato il bombardamento aereo degli Alleati sul centro
MASSA. Quando alle 11 in punto il suono della sirena anti-aerea echeggia nella piazza, una sottile inquietudine si insinua tra partecipanti e passanti, tra organizzatori e curiosi. Quel grido evoca, anche per chi quella tragedia non l’ha vissuta, morte e distruzione che arrivano dal cielo. È stato questo il momento clou della giornata “Massa Ferita” organizzata ieri mattina in piazza Aranci per ricordare il bombardamento alleato sulla città, dell’8 febbraio 1945, l’ultimo bombardamento della guerra, che provocò vittime tra i civili e distrusse piazza Aranci, la chiesa di San Sebastiano, il quartiere della Martana, il monumento di piazza Mercurio. È saltato, invece, l’altro momento clou: il passaggio dei velivoli dell’Aeroclub di Cinquale che avrebbero dovuto sganciare sulla piazza bombe di cartone. Il sorvolo è stato cancellato per il maltempo.
In piazza c’era però l'associazione Linea Gotica con uomini in divisa e mezzi militari dell'epoca che hanno attirato la curiosità di molti. Nel pomeriggio è seguita una visita narrata ai luoghi dei bombardamenti e, alle 17, in sala consiliare, Davide Del Giudice ha tenuto una conferenza intitolata “Lo sfondamento della linea Gotica” cui è seguita la proiezione del filmato Massa Ferita realizzato da Franco Frediani. L’iniziativa è stata organizzata con la collaborazione del Gruppo Archeologico Apuo Versilia di Cristiana Barandoni, Italia Nostra, il gruppo Instagramers di Anna Guerisoli e prende ispirazione dal libro omoni mo di Franco Frediani.
«Nel libro - commenta Frediani - ripercorro quei di 69 anni fa che in pochi minuti devastarono la città. Tra l'altro non se ne conoscono le cause, visto che nel centro non c'erano obiettivi militari o strategici. Semplicemente la città venne ferita nel suo intimo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
