Il dolore
Paolini: «Urge rimpasto di giunta con più donne»
MASSA. Allargamento del centro sinistra, con ingresso degli arancioni in maggioranza, dopo aver tolto il veto del Pd; rimpasto di giunta immediato e due assessori donne in più al fianco del sindaco...
MASSA. Allargamento del centro sinistra, con ingresso degli arancioni in maggioranza, dopo aver tolto il veto del Pd; rimpasto di giunta immediato e due assessori donne in più al fianco del sindaco Alessandro Volpi, «per ovviare ad una formazione palesemente inadeguata e da Medio Evo».
Sono parole di Carlo Paolini ex segretario provinciale di Sel, chiamato come opinionista a Logos, su Antenna 3 in occasione della presentazione delle linee programmatiche del sindaco Alessandro Volpi. Il professor Paolini dà i voti alla giunta e al lavoro dell'amministrazione e non è tenero.
«Le linee programmatiche, se fossimo a scuola, raggiungerebbero appena la sufficienza- dichiara- ; non ci sono punti di intervento immediati, sono troppo generali; Volpi è in ritardo sul regolamento urbanistico e non sta mantenendo gli impegni presi con la cittadinanza; è in ritardo anche nel dare risposte agli operatori turistici, perché maggio è alle porte e di turismo a Massa ancora non si parla; è assente sulla partita sanità, dopo aver rinunciato al distretto alla stazione e in ritardo nel dire che ne sarà della sanità territoriale dopo l'avvio del Noa; è presente soltanto sui luoghi delle frane, ma per ovviare all'emergenza del momento: per il resto sul dissesto idrogeologico non c'è programmazione».
E la causa di tutti questi ritardi, secondo Paolini, deriva anche dalla mancanza di una giunta efficiente, i cui componenti sono stati troppo caricati di lavoro, di deleghe e di compiti, senza riuscire a far bene nulla.
Per questo Paolini consiglia a Volpi il rimpasto di giunta: «La giunta Volpi è squilibrata: non sono rappresentati né Sel né Psi che hanno il 20% dei voti; non è ben rappresentato neanche il Pd che è il primo partito di Massa e c'è un problema di presenza di genere. Mi meraviglio di come le associazioni e i comitati in difesa delle donne abbiano taciuto davanti a tale mancanza. A Volpi si perdona proprio tutto. E' una arretratezza da Medio Evo che non esiste più in nessun municipio italiano. Propongo io alcuni nomi di donne che potrebbero essere ottimi assessori: Francesca Panesi, Laura Buffoni, Patrizia Vianello, Marina Babboni, Franca Leverotti.
E che non mi venga a dire che il problema è il costo di due assessori in più. Sindaco e assessori potrebbero ridursi le indennità in favore di due persone in più in giunta».
Manuela D'Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google