La manifestazione
Non aprire quella e-mail: quando il link é truffaldino
MASSA. Non solo sesso, ma anche soldi e lavoro. Occhio alle email che hanno come destinatario Poste italiane e che vi chiedono dati del vostro conto corrente. Non sono le Poste ed è una truffa. In...
MASSA. Non solo sesso, ma anche soldi e lavoro. Occhio alle email che hanno come destinatario Poste italiane e che vi chiedono dati del vostro conto corrente. Non sono le Poste ed è una truffa. In gergo tecnico si chiama phishing, un metodo di truffa telematica per pescare in rete vittime che si fidano di email truccate. Si tratta di messaggi di posta elettronica in cui si invitano gli utenti a collegarsi a un link e poi a fornire dati personali, spesso anche a rivelare il numero di conto bancario. Il tutto presentato come se davvero si trattasse di una comunicazione inviata dalla banca: la forma grafica della mail, il linguaggio usato.
Negli ultimi mesi si sono intensificate le segnalazioni di false offerte di lavoro. Orario flessibile, requisiti minimi e soprattutto lauti guadagni sono le molle usate per adescare le vittime.
A differenza di molti altri raggiri, poi, questa tipologia di truffa non mette a repentaglio il conto in banca, ma piuttosto la fedina penale. L’obiettivo è il riciclaggio di denaro attraverso il passaggio di somme di denaro in fondi spesso alloggiati all’estero, utilizzando come tramite il conto corrente della vittima.
La truffa avviene interamente su Internet. Frequentemente il canale utilizzato è la posta elettronica, ma accade anche che vengano pubblicati annunci di lavoro (fasulli ovviamente) sulle bacheche di siti specializzati in offerte. Anche ai piedi delle Apuane sono in diversi quelli che ci sono cascati. In tempo di crisi il lavoro è un miraggio, che attira come il miele chi è disoccupato. Su questo indaga la polizia postale.
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