Sicurezza
Conti: invito a riflettere su chi portò barbarie e morte
CARRARA. «Tutti gli anni ricevo una scolaresca di Berlino. Quelle ragazze e quei ragazzi vengono qui per sapere cosa fecero dalle nostre parti i loro bisnonni in tempo di guerra. Rappresentano la...
CARRARA. «Tutti gli anni ricevo una scolaresca di Berlino. Quelle ragazze e quei ragazzi vengono qui per sapere cosa fecero dalle nostre parti i loro bisnonni in tempo di guerra. Rappresentano la prova che la Germania ha fatto i conti con la propria storia. Ed io non manco mai di apprezzare questo, esprimendo loro amicizia e stima». Lo dice Alessandro Conti presidente provinciale dell’Anpi.
«Vorrei tanto che l' Italia facesse altrettanto verso quei Paesi e popolazioni d'Europa ed Africa in cui Mussolini e compagnia portarono barbarie, distruzione e morte, rendendo il nostro tricolore oggetto di esecrazione in due continenti. Per esempio, nelle terre Slave, dove si adoperarono con scrupolo per non essere da meno dei nazisti, nella quantità e nella qualità. Quando poi venne la resa dei conti, la vendetta degli Slavi fu feroce e, come spesso purtroppo accade, l' innocente pagò per il colpevole. La documentazione su quei fatti è vastissima. Vorrei però fare a tutti una domandina particolare: se i nazisti a Bergiola ed in altri luoghi delle nostre parti, oltre ad incendiare e sterminare, avessero fatto occupare gli orti di Bergiola o i campetti intorno al Frigido portandovi contadini dalla Baviera, come si sarebbe comportata dopo la nostra gente? Avrebbe dato la cittadinanza onoraria a Reder e lasciato indisturbati i contadini Bavaresi? Noi vorremmo compiangere quei nostri compatrioti che pagarono con la vita la loro italianità infamata dai fascisti. Ma ce lo impedisce la speculazione obbrobriosa che gli eredi intellettuali di “quelli là” fanno sulla tragedia di chi fu, prima di tutto, vittima del fascismo che andò in quelle terre a compiere i suoi misfatti». Conti informa che la Sezione Comunale Anpi intende organizzare un convegno sull' argomento e sulle attività nazifasciste in generale; nel frattempo esprime solidarietà ai ragazzi della Casa Rossa di Montignoso che si indignano per gli stessi motivi. Ad essi personalmente suggerirei di non manifestare il giorno stesso della ricorrenza: si tratta pur sempre di morti ed i morti noi li rispettiamo».
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