La manifestazione
Sos di Confartigianato per il ponte
La struttura lesionata di Santa Giustina frena le attività produttive di Pontremoli
PONTREMOLI. Il ponte di Santa Giustina fu gravemente danneggiato dall'alluvione del 25 ottobre 2011 e le notizie che circolano, in base alle quali potrebbe essere abbattuto e ricostruito ex novo, preoccupano la Confartigianato della Lunigiana. Infatti il ponte, che conduceva al casello autostradale di Pontremoli in pochissimi minuti dalla statale della Cisa, è funzionale alle attività produttive della zona e per questo sta molto a cuore anche alla Confartigianato, che apprende «con stupore e sgomento la notizia che il ponte di Santa Giustina dovrà essere abbattuto e ricostruito ex novo».
A parlare è il presidente del comitato zona Lunigiana della Confartigianato, Ezio Lombardi: «Dopo le perizie, ripetute, i progetti di consolidamento, così dettagliatamente descritti dai tecnici della Provincia di Massa Carrara e le assicurazioni di un imminente inizio dei lavori, le imprese insediate a Santa Giustina e i cittadini di Pontremoli si devono preparare a vivere una situazione di disagio che significa un aggravamento della crisi economica per le imprese. Questa situazione - prosegue Lombardi - ci lascia attoniti. Infatti, non si è mai visto che un’impresa chiamata a eseguire un lavoro privato per recuperare e restaurare, ad esempio, un edificio, dopo aver eseguito perizie, progetti e tutto quel che è necessario per iniziare i lavori comunichi al committente che l’edificio è irrecuperabile e deve essere demolito. Questo, evidentemente, è possibile per il settore pubblico, con buona pace delle imprese che ne pagano il conto» aggiunge polemicamente Lombardi. Il presidente del comitato zona Lunigiana della Confartigianato, poi, affonda il coltello nella piaga, facendo notare che il ponte di Santa Giustina, «pur avendo pochi anni di vita, ha dimostrato di non riuscire a sopravvivere alla forza del fiume. Anche su questo ci sarebbe da riflettere».
Infine, secondo Lombardi, «la morale finale di questa vicenda è che adesso abbiamo una certezza: la chiusura definitiva del ponte e il suo abbattimento. Per le imprese dell’area produttiva di Santa Giustina si prospetta un’altra storia come Stadano? Speriamo di non essere facili profeti».
Come si vede Lombardi evoca lo spettro del calvario che stanno vivendo, da oltre due anni, i trecento sfortunati abitanti della piccola frazione aullese di Stadano, privi del ponte, letteralmente spazzato via dalla furia del fiume Magra in piena, durante la terribile e mortale alluvione del 25 ottobre 2011. La stessa che ha danneggiato, a quanto pare irrimediabilmente, il ponte di Santa Giustina.(g.u.)
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