Sicurezza
Ripartono gli interventi anti erosione
Si allungano le scogliere nella zona dei Ronchi e al Magliano. Ma i balneari puntano su un progetto riminese
MASSA. Ripartono i lavori contro l’erosione della spiaggia. Il via ai cantieri è previsto tra una ventina di giorni, a inizio marzo cioè. Ruspe e camion torneranno sulla spiaggia per consolidare e completare il sistema di scogliere che dovrebbe frenare la forza del mare e salvare così la spiaggia. Gli interventi riguarderanno la sistemazione degli ultimi “setti” nella zona Ronchi-Poveromo con la sostituzione delle radici (la parte collegata alla spiaggia) e il prolungamento dei “pennelli” (leggi scogliere) dall’altezza del Merida verso sud; il consolidamento delle barriere all’altezza del viale Roma; e come opera complementare, la realizzazione ex novo di una scogliera, il nono pennello, a Poveromo. Prevista, inoltre, la risistemazione delle opere alla foce del Magliano. Quest’ultima opera sarà a cura del Comune, le altre della Provincia.
È il risultato del summit di martedì scorso a Palazzo ducale fra Comune, Provincia e i rappresentanti delle associazioni dei balneari: Riviera apuana e Compagnia del Mare.
Ma i titolari dei bagni guardano oltre: sono ormai convinti che quella dei “pennelli” non è la soluzione giusta. Le scogliere al massimo limitano gli effetti dell’erosione, ma non la fermano. E, talvolta, durante le mareggiate, creando una specie imbuto di correnti, hanno l’effetto contrario. Quello di portare via la spiaggia. E allora, archiviato con perdite pesanti (qualche milione di euro spesi senza apprezzabili risultati) l’esperimento dei geotubi, ecco che i balneari propongono di provare con un sistema diverso, basato sul principio - vedi articolo sotto - della riduzione della potenza delle mareggiate e non su barriere che cercano di fermarne l’arrivo sul litorale. «Siamo andati in missione sull’Adriatico, dove a Rimini, abbiamo visto cosa stanno facendo là e abbiamo visto la soluzione messa a punto dalla Edil Impianti di Sant’Arcangelo di Romagna che consiste in barriere sotti il livello dell’acqua. Si tratta di un sistema che somiglia alle tendine delle finestre che riduce la potenza del moto ondoso ma lascia filtrare l’acqua», dice Luca Martini, presidente dell’associazione Compagnia del Mare. E l’idea, confessa, è di adottarla anche sul litorale massese. Anche a costo di pagarla con i soldi privati. «Stiamo valutando come applicare questo sistema nella zona di Poveromo, non ancora interessata dalle scogliere ma anch’essa inevitabilmente destinata a subire gli effetti dell’erosione. E stiamo anche discutendo la possibilità di sostenere con un finanziamenti privato, di noi balneari cioè, questo progetto. Solo un’idea, ripeto, ma a quel progetto ci crediamo e ci stiamo lavorando», dice Martini.
Le scogliere, tuttavia, sono il presente. Il commissario straordinario della Provincia Osvaldo Angeli dovrebbe approvare a giorni progetti preliminari, due dei quali avranno carattere di procedura di urgenza, cioè potranno essere affidati alle ditte esecutrici senza gara di appalto e, dunque, in tempi brevi. Il terzo lotto, di un’importo più consistente, ma inferiore ai 5 milioni di euro andrà invece in gara.
Claudio Figaia
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