Il Tirreno

Palazzo rosso, rischio di un altro Politeama

Palazzo rosso, rischio di un altro Politeama

Lo storico stabile del 1771, sede anche della biblioteca per molto tempo, chiuso da oltre tre anni: ha problemi strutturali ma non si fa niente

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CARRARA. Sono molte le segnalazioni che arrivano in redazione per la nostra campagna “La città che non va”. E c’è chi, con forza, ci chiede: che fine ha fatto il cosiddetto “Palazzo Rosso”? Evacuato oltre tre anni fa, a dicembre 2010, dopo che a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco era stata decretata l’inagibilità, da allora praticamente lo stabile storico, di pregio, e nel quale hanno studiato intere generazioni di carraresi, è chiuso. Con i problemi strutturali e di sovrappeso che rischiano di peggiorare. Il rischio di un altro Polieama? Speriamo di no, ma l’ipotesi purtroppo non è peregrina, almeno a giudicare dalle foto che tre anni fa erano state fatte all’interno. Il “Palazzo Rosso” risale al 1771, ha ospitato inizialmente l’Accademia di Belle Arti, in seguito è stato sede del Comune di Carrara; finchè è stato utilizzato, vi era la sede della Circoscrizione numero 1 al piano terra, la Biblioteca Civica al primo e secondo piano, e ancora, ospitava i settori Cultura, ambiente e Marmo ai piani superiori.

Il Palazzo è stato definitivamente evacuato a seguito del sopralluogo dei Vigili del Fuoco nel Dicembre 2010, ma le criticità strutturali erano comunque già molto evidenti precedentemente.

Era già stato fatto uno studio preliminare, vi erano stati i rilievi sulla struttura che avevano messo in evidenza una serie di fessure, dovute - così si era detto e così era emerso - a uno “stato di sofferenza” della struttura legato anche ai sovraccarichi.

Dopo queste analisi preliminari, tutto si è fermato.

Tutto è rimasto fermo a qualche anno fa, nessun intervento è stato fatto, ad eccezione dell’alleggerimento dovuto alla trasferimento degli scaffali della biblioteca e degli archivi.

Il risultato è che uno dei più bei palazzi di Carrara, non fosse altro che per la sua storia, risulta completamente abbandonato all’incuria ed al degrado.

Avrebbe invece bisogno di una importante messa in sicurezza. Al suo interno, vi è anche un splendido salone, che poi era la sala di lettura principale della biblioteca. Il rischio concreto è che vada tutto definitivamente in malora, un altro pezzo di Carrara che potrebbe diventare irrecuperabile.

L’assessore ai lavori pubblici, Massimiliano Bernardi, spiega che, ad oggi, non sono previsti interventi. La biblioteca ha una nuova sede, funzionale, ma questo edificio, che potrebbe essere di rappresentanza per l’amministrazione comunale, se non si troveranno soluzioni potrebbe rimanere chiuso per chissà quanto tempo.

Laquidara e Musetti: la Ztl gestita male. E il wi-fi? Anche Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti, del gruppo consiliare Nuovo Centro Destra e Forza Italia Uniti per Carrara intervengono sui problemi di Carrara e in particolare del commercio. «Uno dei problemi più sentiti è il modo in cui è stata realizzata prima e gestita poi la Ztl. E' evidente che questo non è il solo problema del centro storico cittadino e che la Ztl non è l'unico killer del commercio a Carrara. Ma non è la prima volta, ed anzi l'argomento è un vero e proprio cavallo di battaglia del centro-destra, che ci capita di osservare che le Ztl richiedono accorgimenti che il nostro comune non ha neppure preso in seria considerazione. Pulizia accurata, arredo urbano di qualità, illuminazione adeguata e parcheggi gratuiti - scrivono Laquidara e Musetti - che assicurino la rotazione degli utenti nell'immediata prossimità della zona interdetta al traffico sono infatti ingredienti essenziali e irrinunciabili di tutte le Ztl che abbiano funzionato, mentre a Carrara tutto questo manca, ed in particolare l'assenza di parcheggi gratuiti a rotazione risulta determinante. Come abbiamo avuto modo di ripetere fin quasi allo sfinimento il piano della sosta è un chiaro invito a tutti a stare alla larga da Carrara». E ancora: «Avendo inoltre alcuni commercianti sollevato la questione della disparità di trattamento tra Carrara, Avenza e Marina, e sapendo che sono stati predisposti alcuni progetti per estendere i parcheggi a pagamento anche al piano e a mare chiediamo se davvero quanto sta avvenendo a Carrara non sia sufficiente a far riflettere l'amministrazione sugli effetti deleteri dei parcheggi a pagamento, creati solo per fare cassa e che si sono dimostrati invece esiziali almeno con le rigide e inaccettabili modalità con cui sono stati realizzati. I parcheggia pagamento a nostro avviso non solo non vanno estesi ad Avenza e Marina ma vanno eliminati anche a Carrara».

«Infine - concludono Laquidara e Musetti - una nota sulla copertura wi-fi. Non sappiamo se davvero il costo sia così limitato come affermato dall'architetto Lattanzi, ma in quel caso risulta davvero incomprensibile il perché una proposta che noi avevamo avanzato fin dal 2007 nel nostro programma sia ancora ignorata».

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