Finanza
«Consigli del territorio»
MASSA. Recuperare i luoghi della democrazia partecipata istituzionalizzando e regolamentando nuove assemblee, o meglio i “consigli del territorio”. E’ la proposta del neonato circolo Matteotti di Sel,...
MASSA. Recuperare i luoghi della democrazia partecipata istituzionalizzando e regolamentando nuove assemblee, o meglio i “consigli del territorio”. E’ la proposta del neonato circolo Matteotti di Sel, presentato ieri ufficialmente in conferenza stampa dall’ex segretario provinciale di partito, Carlo Paolini, e dall’ex consigliere comunale Maurizio Bonugli, che subito chiariscono: «Non è un ritorno alle circoscrizioni, ma un modo nuovo di avvicinare i cittadini alla politica, a costo zero».
Il circolo Matteotti sarà infatti un circolo tematico che si occuperà proprio di partecipazione. L’obiettivo è di creare una cerniera fra politica e cittadini, “in contrasto – dicono - al qualunquismo dilagante”. «Da quando sono state soppresse le circoscrizioni – commenta Bonugli – anche a Massa abbiamo registrato la negatività di un cortocircuito tra palazzo e cittadini. La positiva esperienza del bilancio partecipato deve evolversi prevedendo un coinvolgimento dei cittadini e dei territori sulle scelte politiche-amministrative sia generali sia particolari». Ecco che il prolungamento naturale del bilancio partecipato, secondo i membri del circolo Matteotti, sta in quel «regolamento disciplinante l’istituzione e il funzionamento dei consigli del territorio» – creato sulla falsariga di quello approvato a Carrara – che è stato portato ieri all’attenzione della giunta comunale. Un regolamento che, se approvato, dovrebbe portare alla creazione di cinque consigli, uno per ogni zona: zona montana, destra Frigido, centro città, largo viale Roma e Marina di Massa. «Il quartiere – commenta Paolini – è un collettore di problemi, non un piccolo consiglio comunale. Riportare la politica nei quartieri significa avvicinarla realmente alla cittadinanza».
Ogni consiglio territoriale dovrebbe avere, nei piani, undici membri, eletti dagli iscritti nelle liste elettorali delle sezioni ricomprese nel rispettivo territorio – avrebbero diritto anche i sedicenni e gli extracomunitari con almeno cinque anni di residenza nel comune di Massa – che “lavoreranno” a titolo gratuito. Volontari politici, quindi, che non faranno alzare il costo della politica. Si tratterebbe poi – solo – di trovare le sedi.
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