Proteste
Soddisfatti Murzi e Ciucci: «Ora cogliamo l’opportunità»
MASSA. Luciano Ciucci è il direttore generale della Fondazione Monasterio (la “mamma” dell’Opa). Esce dall’incontro con Enrico Rossi - parole sue - «pienamente soddisfatto, non ho colto alcun segnale...
MASSA. Luciano Ciucci è il direttore generale della Fondazione Monasterio (la “mamma” dell’Opa). Esce dall’incontro con Enrico Rossi - parole sue - «pienamente soddisfatto, non ho colto alcun segnale di incertezza da parte del presidente, ma piuttosto un concreto disegno che adesso, e questa la sfida, sta a noi portare avanti. Credo che tutti i dipendenti della Fondazione possano essere inorgogliti».
Rimane un nodo: Rossi non parla di micro punto nascita, ma di punto nascita di terzo livello. E tutto sta nella traduzione del tecnicismo in operatività: come funzionerà e quale personale (dell’Asl o della Monasterio?) ne dovrà fare un’eccellenza.
Ciucci è ottimista: «Rossi è stato chiaro e io lo condivido pienamente quando sottolinea che l’Opa deve essere un passo più avanti. Il suo mi è parso un “mi fido di voi” incoraggiante. Sul personale che opererà nel punto nascita dovremo fare i necessari passaggi, ma il presidente non ha lasciato adito a dubbi, ha sottolineato che se è necessario trovare esperti di alto profilo, la Fondazione deve farlo. Un segnale di ottimismo importante».
Bruno Murzi, primario della cardiochirurgia pediatrica, non usa toni trionfalistici, ma, da mesi in prima fila, nella strenue difesa dell’Opa, tira un bel sospiro di sollievo: «Apprezzo, e come me credo tutto il personale della Fondazione, l’assunzione di responsabilità di Rossi che ci ha incontrato un giorno dopo l’assemblea. Rilevo anche l’attenzione posta su un sistema di rete tra l’Asl di Massa e quella della Versilia per la interventistica cardiologica (esempio: l’angioplastica)». E ancora: «Dalle parole di Rossi mi pare non si realizzi un micro punto nascita, ma una struttura di eccellenza. Credo che la sfida vada colta, potremmo diventare un riferimento non soltanto per i neonati, ma anche per le mamme con cardiopatie congenite. Saremmo un unicum in Italia, garantiremmo loro la massima qualità nelle cure. Con queste premesse potremmo puntare ad un punto nascita di terzo livello, non solo nel settore cardiologico». Insomma, l’idea è: la palla è in aria, cogliamola al volo.(C.S.)
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