Il Tirreno

Politeama, il sindaco convoca i proprietari dell’ala di via Roma

Obiettivo, dare l’input finale alla messa in sicurezza «Ma che fatica», ammette il primo cittadino

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CARRARA. Il sindaco Angelo Zubbani convocherà i condomini di via Roma del Politeama, per sollecitare la conclusione dei lavori nell’ala dove, nel marzo 2011, crollarono tre solai.

Il tutto per superare gli “intoppi” che hanno rallentato l’iter del cantiere.

«Stiamo facendo di tutto per stringere i tempi, ma è molto faticoso» con queste parole il sindaco di Carrara ha commentato l’andamento, per così dire a singhiozzo, dei lavori di messa in sicurezza dell’ala di via Roma del Politeama.

Un intervento a dir poco travagliato se si pensa che, anche solo per farlo partire, sono stati necessari 10 mesi: tanto è trascorso, infatti, dal terremoto del gennaio 2013, che provocò nuove lesioni all’ala tra piazza Matteotti e via Roma, imponendo una nuova messa in sicurezza, all’apertura del cantiere. Ma nemmeno dopo la partenza dei lavori, a inizio ottobre, le cose sono filate lisce: a parte le questioni tecniche, con la decisione non contemplata nel progetto iniziale, di demolire la scala antistante l’ingresso di via Roma, a complicare le cose ci si sono messe le diatribe di condominio.

O meglio, la poca disponibilità di qualche condomino a versare la sua quota per il finanziamento dei lavori. «Abbiamo provato tutte le strade, dalle ordinanze alle segnalazioni in procura, è una fatica» ha ribadito il primo cittadino, annunciando che la sua amministrazione tenterà un’ultima mossa. Cioè quella di convocare i proprietari di via Roma e farli sedere tutti attorno a un tavolo per convincerli a mettere mano al portafogli e permettere così alla ditta incaricata, la Alba Viola di Firenze, di completare i lavori. Dopo l’abbattimento della scala di via Roma e il consolidamento dei pilastri nella zona dell’ex negozio di Benetton adesso resta un ultimo, fondamentale intervento da effettuare: l’inserimento dei puntelli orizzontali che dovrebbero compensare le spinte venute meno con il crollo dei tre solai. Senza di loro, l’equilibrio strutturale dell’edificio continua a essere a dir poco precario.

Cinzia Chiappini

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