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i dubbi

Medici e operatori perplessi

Medici e operatori perplessi

Vogliono capire i tempi e l’organizzazione della neonatologia

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MASSA. Sono felici di vedersi riconoscere competenze e professionalità, di dare finalmente struttura ad un percorso formativo. Il progetto con il Sant’Anna che - assicura Rossi - si tradurrà anche a livello contrattuale, li rassicura e inorgoglisce.

Quello che agli occhi di operatori e medici rimane però da chiarire è l’organizzazione e l’attività del punto nascita cardiologico di terzo livello. Non soltanto in relazione al personale (dell’Asl o della Fondazione?), ma anche in merito ad ambiti d’azione ed operatività.

Per chiarire, fanno un esempio: un bambino che nasce alla 24esima settimana di gestazione e pesa 500 grammi, ha bisogno di cure e assistenza da punto nascita di terzo livello. Se non ha patologie cardiache diagnosticate in utero, che si fa? Vale a dire: non va in viale Mattei perché lì il punto nascita è di primo e secondo livello, ma può nascere o essere trasferito al Pasquinucci se non è paziente cardiologico? L’ambizione è curare qua tutti i neonati, senza trasferirli a Pisa o nella ancor più vicina Versilia.

Nodi da sciogliere certo, anche se la specializzazione nella cura dei cuoricini, potrebbe essere il punto di partenza (e che punto di partenza) per un’ eccellenza a 360 gradi sulla neonatologia di terzo livello. Anche se la stessa organizzazione del reparto neonatale è - secondo molti operatori - un altro aspetto da focalizzare e chiarire.

Altro motivo di perplessità i tempi: «Non ci sono date - evidenzia Enio Minervini (Rsu Cgil) - mi pare che si profili uno sfasamento temporale tra l’accordo con il Sant’Anna e la nuova organizzazione del punto nascita di terzo livello nella struttura di Montepepe». Perché il prossimo anno il nuovo ospedale delle Apuane dovrebbe aprire i battenti e l’Opa - di conseguenza - farsi trovare pronto, con il suo punto nascita operativo.

Aspetti tecnici, questi, che non passano, però, in secondo piano di fronte agli occhi esperti di chi lavora in sala e in reparto. Dubbi che non mortificano comunque la soddisfazione dei medici e degli operatori per il riconoscimento, da parte del presidente Rossi, di un’eccellenza cui hanno contribuito 368 dipendenti con elevate professionalità e competenze.

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