Il Tirreno

Biomasse, cena d’aiuto al comitato del no

Fissata per domani sera alle 20,30 al ristorante Ca’ del Moro dagli oppositori della centrale

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PONTREMOLI. Il Comitato “Centrale termoelettrica biomasse di Novoleto - No grazie”, per sostenere la sua causa contro la realizzazione della centrale a biomasse a Novoleto, per domani alla 20,30 organizza una cena al ristorante “Cà del Moro” a Casa Corvi. Costo a persona 30 euro. Per informazioni e prenotazioni: Paola (338 2127747), “La gallina cubista” in via Garibaldi (0187 831757 – orario negozio), “Rovistando” in piazza Duomo e “Legatoria artigiana” in via Garibaldi.

Una vicenda, quelle delle biomasse a Novoleto, che sembrava quasi conclusa e che invece ha trovato nuova linfa dopo la decisione della ditta Renovo Bioenergy di Mantova di presentare ricorso al Tar (con la richiesta di un risarcimento danni di oltre 500 mila euro) contro la scelta del Comune di Pontremoli di far decadere l’atto di vendita dell’area e conseguentemente di annullare tutta la pratica per la possibile realizzazione dell’impianto a Novoleto. Ora quindi bisognerà attendere la sentenza, prevista per metà febbraio, per sapere se è stato legittimo l’atto adottato dall’amministrazione pontremolese in base al ritardo con cui la ditta mantovana aveva pagato la cauzione dell’acquisto del terreno.

Battaglia quindi non ancora conclusa per il Comitato che, nell’invitare la cittadinanza a partecipare alla cena di sostentamento, ricorda quelli che, sostengono, sono stati i tanti errori nella gestione della vicenda da parte dell’amministrazione Baracchini come “la sciagurata, superficiale e velocissima” decisione di far costruire la centrale termoelettrica a biomasse a Novoleto, «assegnando l’area senza nessuna verifica sulla affidabilità della Società Renovo Bioenergy». Secondo i rappresentanti del comitato, la giunta Baracchini «dopo aver negato in diversi consigli comunali che vi fossero problemi sulla procedura di assegnazione dell’area ha deciso di revocare tardivamente l’assegnazione del lotto pensando di aver salvato, come si usa dire “capra e cavoli”.

Ma così non è stato e la Renovo ha richiesto al Tar Toscana l’annullamento della delibera presentando contestualmente “anche il conto” al Comune con una richiesta di risarcimento danni di 500mila euro. Così, per la superficialità dell’amministrazione comunale si è arrivati alla resa dei conti e si deve sperare in una decisione favorevole del Tar Toscana e poi successivamente del Consiglio di Stato, oppure in un ripensamento della società». (r.s.)

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