Il Tirreno

«Ospedale di zona, una medaglia di latta»

Duro intervento di Francesco Mazzoni (Pd) sulla firma del Patto territoriale sui piccoli centri sanitari

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PONTREMOLI. «Come possiamo guardare con fiducia a un'azienda che pochi mesi fa ci ha portato via posti letto dal reparto di medicina “senza dire niente a nessuno”, senza alcun confronto con il territorio e con i rappresentanti dei cittadini?».

Inizia così, con un giudizio tranchant, il comunicato stampa del consigliere Pd, Francesco Mazzoni, che dà un commento molto negativo sulla recente firma del Patto territoriale per i piccoli ospedali di montagna siglato lo scorso21 gennaio dall’assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni, dalla direttrice dell’Asl, Maria Teresa De Lauretis, dal presidente regionale dell’Uncem, Oreste Giurlani e di dodici sindaci della Lunigiana (assenti per marcare la loro distanza dal patto i sindaci di Pontremoli e Zeri).

Secondo il consigliere Pd «non c’è nulla di buono all'orizzonte per l'ospedale di Pontremoli. Secondo me, chi si accontenta di una “medaglia di latta” - qual è la qualifica di ospedale di zona – sbaglia. E' il modo di procedere al quale abbiamo assistito negli ultimi anni: a parole, grandi rassicurazioni, impegni precisi, progetti di valorizzazione, promesse di investimenti; nei fatti, continui tagli, passaggi graduali verso il progressivo smantellamento dell'ospedale di Pontremoli e della sanità lunigianese».

E Mazzoni prova a fare degli esempi concreti per rendere tangibile questa volontà «il mancato rinnovo del primario di rianimazione rappresenta una scelta precisa che si tradurrà in un drastico ridimensionamento di quel reparto. Indebolire l'unità operativa di rianimazione vuol dire compromettere il funzionamento dell'interna struttura perché da quel reparto dipendono l'efficienza di tutto l'ospedale e la possibilità di garantire una serie di servizi fondamentali».

Secondo il consigliere Pd, Pontremoli non può accontentarsi di piccoli riconoscimenti e ha bisogno di un progetto di lungo periodo e garanzie sulle prestazioni essenziali per garantire il diritto alla salute dei cittadini lunigianesi, «ma non solo. Chiediamo alla Regione Toscana di individuare insieme a noi la vocazione dell'ospedale di Pontremoli».

E Mazzoni fa l’esempio di Borgotaro, «un ospedale e un territorio con caratteristiche simili a Pontremoli» dove è stata fatta la scelta di investire sull'ortopedia. «Oggi Borgotaro rappresenta un'eccellenza, un ospedale che riesce a essere attrattivo in un ambito ben preciso - conclude Mazzoni sottolineando come - sulla sanità in Lunigiana esiste un problema politico» e che l’elezione regionali del prossimo anno «sono l'unico momento in cui i cittadini hanno la possibilità di incidere, di esprimere il loro giudizio, di esercitare il controllo democratico sulla gestione della sanità. Non dimentichiamo che il direttore generale dell'azienda sanitaria è espressione diretta del governo regionale. Di certo Pontremoli e la Lunigiana metteranno al centro del dibattito e della campagna elettorale il tema del diritto alla salute. Porremo questioni precise, proponendo netta discontinuità col passato».

Riccardo Sordi

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