Il Tirreno

Le nuove povertà minacciano i giovani senza studio e lavoro

Le nuove povertà minacciano i giovani senza studio e lavoro

Le categorie a rischio in una ricerca di Isr e Università di Pisa Molti che lasciano la scuola si rivolgono al Centro per l’impiego

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CARRARA. Nuove forme di povertà nella nostra provincia: fra le categorie a maggiore rischio c’è quella dei giovani che non studiano e che non lavorano, i cosiddetti Neet. E una parte di loro sono, sempre in gergo tecnico, gli ex Drop out, ossia quelli che hanno lasciato la scuola prima del tempo e che quindi non hanno alcun diploma.

Per studiare la situazione a Massa Carrara e stimolare la ricerca di soluzioni che, una volta emersa questa realtà la accompagni verso forme di inserimento nel mondo del lavoro, l’Isr assieme all’Università di Pisa e con la collaborazione del Centro per l’Impiego, ha tastato il polso a soggetti che già in una precedente ricerca hanno mostrato criticità sociali: cassintegrati, donne scoraggiate, Neet, giovani che abbandonano prematuramente gli studi. 1.200 contatti e oltre 400 interviste. Il Welfare, secondo l’analisi, non riesce più a dare risposte adeguate per cui per contrastare i nuovi rischi sociali le risposte devono essere modificate.

Fra le criticità evidenziate dallo studio, c’è l’aumento della femminilizzazione della povertà. Ma soprattutto nella provincia risultano 6.400 Neet fra i 18 e i 29 anni, di cui il 50% si sono rivolti al Centro per l’impiego, mentre l’altra metà è qualle degli “invisibili”. Numeri elevati fra gli inoccupati (che non hanno mai lavorato).

L’Isr, ha detto il presidente Gianfranco Oligeri, ha voluto approfondire questo segmento dei giovani per cercare un potenziale percorso per aiutarli nell’inserimento nel lavoro. All’indagine hanno lavorato Massimo Marcesini dell’Isr, Rita Biancheri e Silvia Cervia del dipartimento di scienze politiche dell’Università di Pisa e Silvia Teani del Centro per l’Impiego.

Uno studio che si è anche basato su colloqui con gli intervistati, da cui sono emerse le ansie reali. Le nuove povertà si configurano come accumulo di svantaggi, e crescono i soggetti a rischio.

Gli adulti in mobilità in provincia: 547 al 31 ottobre 2013. Un trend in salita. Di questi, il 71% ha un’età fra i 46 e i 65 ani, e il25% fra i 30 e i 45 anni. Di tutti loro, il 64% hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. E gli uomini in mobilità rischiano più delle donne di scivolare nella sacca della povertà. Ma anche le donne che vivono da sole o con i figli. Non solo, anche simboli della solidità come avere una casa di proprietà vengono fatti vacillare: la casa coperta da un mutuo che non si riesce più a pagare, diventa una trappola.

I Neet: i giovani che non studiano e non lavorano. Siamo terzultimi in Europa, prima di Bulgaria e Grecia (dato del 2012). Una stima provinciale del 2009 evidenziava che a Massa Carrara la quota stimata ds Neet era assimilabile a quella di aree territoriali del centrosud dell’Italia.

Proprio su questa fascia di giovani c’è grande attenzione da parte dell’Isr: su 6.438 Neet in provincia, gli iscritti al Centro per l’impiego sono 3.233. L’86% cerca attivamente un lavoro e il 20% è un ex Drop out (sia maschi che femmine). L’81% ha avuto un’occupazione (il 44% a livello nazionale). Localmente ci sono lavori stagionali che poi non danno sbocchi continuativi ai giovani. Che però, almeno quelli fra i 20 e i 24 anni, hanno un certo ottimismo per il futuro (e sono per lo più la metà), mentre molti vivono alla giornata.

Altri, fra i 25 e i 29 anni meditano di andare all’estero. Sul totale dei Neet in provincia, i tre quinti hanno un titolo di studio secondario (in Italia prevale il titolo di studio terziario).(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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