Proteste
Il dolore della Croce Bianca per Giuseppe
I funerali ci saranno oggi pomeriggio: la salma partirà dall’obitorio e raggiungerà Resceto
MASSA. È arrivato nel tardo pomeriggio il nulla osta per le esequie di Giuseppe Bonini, il volontario della Croce Bianca morto in un incidente a Canevara in via Bassa Tambura, a pochi metri dalla fontana. Il funerale si terrà oggi pomeriggio: la salma partirà alle 14 dall’obitorio e raggiungerà il cimitero di Resceto.
Intanto prosegue l’indagine sull’incidente. L’auto che lo ha travolto ha sbandato più volte, ha toccato un muretto e ha fatto un testacoda. Destino ha voluto che proprio in quel momento stava sopraggiungendo in direzione opposta, e sulla sua corsia, lo scooter di Bonini. Per l’uomo non c’è stato niente da fare: l’urto è stato tremendo, il casco è volato via e lui ha picchiato la testa contro l’asfalto, procurandosi un trauma devastante che in pratica non gli ha lasciato scampo. I vigili urbani si stanno occupando dei rilievi per capire qual è stata l’esatta dinamica. L’unica cosa certa è che la Punto perde il controllo e inizia a sbandare.
Praticamente un proiettile impazzito che ha invaso anche l’altra carreggiata proprio nel momento in cui stava sopraggiungendo il ciclomotore di Bonini. Perché ha perso il controllo? Escluso il malore del conducente, probabilmente è stato un guasto meccanico.
La notizia della morte di Bonini ha scosso l’intera città. Grazie al suo lavoro era conosciutissimo, alla Croce Bianca era impiegato con una sorta di borsa lavoro ai servizi sociali. Ed era sempre gentile con gli invalidi che accompagnava alle visite di controllo. Cugino di secondo grado del presidente dell’Atn Sirio Bonini, padre dell’amata figlia Jennifer, che gestisce la casa socialista di Forno. Aveva divorziato dalla moglie Diana, ma in ottimi rapporti nonostante la fine del loro amore.
La famiglia di Giuseppe ha un conto aperto con la sfortuna, è quello che dicevano un po’ tutti gli amici che sono andati a visitare la salma. Erano sei fratelli, cinque tra malattia e incidenti di lavoro sono morti. In vita è rimasta soltanto una sorella, Pina.
L’inchiesta sull’incidente è in mano al sostituto procuratore Vito Bertoni. Non c’è stato bisogno di eseguire l’autopsia, ma il medico legale Maurizio Ratti ha compiuto l’esame esterno. Un violento trauma cranico dovuto anche al fatto che il casco è volato via. Forse perché si è rotto il laccetto, ma molto più probabilmente perché non era agganciato.
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