Il Tirreno

Dietro il bar delle nozze dell’anno

Dietro il bar delle nozze dell’anno

I cocktail della carrarese Paola Musetti per il “sì” blindato di Andrea Casiraghi

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CARRARA. Ha servito champagne Blanc de Blanc, tequila patron al caffè e vodka e soda al matrimonio più blindato dell’anno: quello che si è celebrato la settimana scorsa, sulle nevi di Gastaad fra Andrea Casiraghi, rampollo di Carolina di Monaco, e Tatiana di Santo Domingo.

Paola Musetti, bar woman carrarese di 32 anni, era fra i pochi che hanno potuto vedere, da molto vicino la grazia della neo mamma Charlotte Casiraghi «in assoluto la più splendente di tutte» e l’abito, paparazzato su tutte le riviste, dell’ereditiera Tatiana.

Per lei, al di là del gossip e delle copertine patinate, sono stati, soprattutto, due giorni di super lavoro, inseguendo la sua passione per i cocktail e dintorni.

Un amore nato quando aveva sedici anni e portato avanti con la grinta di autodidatta.

«Ho cominciato a 16 anni all’allora bar Pacha, allo stadio - racconta Paola - Questo mestiere mi ha subito appassionato. Ho lavorato in tutte le discoteche della Versilia, dalla Busolla all’Ostras, dalla Capannina al Twiga. Poi mi sono spostata a Pisa e ho cominciato a collaborare con il catering Salza, ho fatto altre esperienze, sempre nel settore, sono entrata a far parte del team toscano Mondo Barman, e attualmente lavoro in Darsena, al Tantra».

Paola ha continuato la collaborazione con il catering pisano di Salza, e con il partewner inglese, “Lanza e Baucina”, che si occupa solo ed esclusivamente di eventi reali.

Proprio come le nozze dell’anno, quelle fra Andrea Casiraghi e Tatiana Santo Domingo.

Il rampollo di casa Grimaldi era già convolato a nozze, con il rito civile, in estate: a Gstaad ha festeggiato il battesimo dle figlio, Sasha, e il matrimonio religioso.

Un evento che ha richiamato la nobiltà europea e tanti personaggi del mondo della moda del calibro di Karl Lagerfeld, Cristhian Loboutin, Valentino e la modella di Victoria Secret Jessica Hart.

«Abbiamo lavorato per due giorni, sia per il battesimo che per la festa di nozze - spiega Paola - Il primo è stato un evento molto tranquillo, in una baita a tremila metri, apparecchiata con tovaglie a quadretti. Il menù era all’insegna dei piatti tipici, come ad esempio la fonduta. Tutto accompagnato da vini francesi e da un open bar che è stato in funzione tutto il giorno».

Ventiquattro ore dopo c’è stata poi la grande festa di nozze.

«Per l’occasione è stato affittato l’intero palazzetto del tennis di Gstaad. Basti pensare che il pavimento è stato completamente rivestito, e specchiato di blu. Abbiamo cominciato a lavorare alle sette di sera e siamo andati avanti fino alle otto e mezzo del mattino».

«È stata una lunga maratona - spiega - e abbiamo servito quasi esclusivamente champagne, tequila al caffè e vodka e soda: la festa era blindatissima, si poteva accedere solo con il cartellino identificativo ed erano vietati i telefoni cellulari, per il timore di scatti rubati».

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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