Sicurezza
Centro di Quercia, tentativo di salvataggio
AULLA. Forse una svolta positiva per le piscine del centro sportivo di Quercia: il commissario prefettizio, Franca Rosa, non si sbilancia, ma le cose starebbero per prendere una piega più favorevole,...
AULLA. Forse una svolta positiva per le piscine del centro sportivo di Quercia: il commissario prefettizio, Franca Rosa, non si sbilancia, ma le cose starebbero per prendere una piega più favorevole, che consentirebbe di uscire dallo stallo che si era determinato negli ultimi mesi della decaduta amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Roberto Simoncini. Infatti, nei giorni scorsi il commissario ha incontrato Maurizio Annitto e Massimiliano Galante, i due liquidatori della società sportiva "Pianeta Sport Carasco" di Genova, che ha riottenuto dal Tar la gestione dell'impianto.
«Stiamo cercando una soluzione transattiva, un accordo che possa soddisfare - spiega Franca Rosa - entrambe le parti. Ho trovato disponibilità e ora attendiamo una proposta che consenta al Comune di non soccombere nella vicenda. Certo, occorrono dei lavori a carico del Comune per riaprire le piscine, ma è già un passo avanti avere lasciato alle spalle le carte bollate e un atteggiamento di reciproca chiusura». Quindi, la società sportiva ligure, a cui il Tar ha restituito la gestione dell'impianto, potrebbe rimanere in sella e ora si attendono ulteriori sviluppi, anche se è già positivo che le due parti si parlino.
Pertanto, quando la collettività potrà nuovamente usufruire delle piscine del centro "D'Acquisto"? Nonostante l'accelerazione impressa alla querelle, nessuno pare ancora in grado di rispondere a questa domanda. Inoltre, ogni giorno che trascorre senza che vi siano interventi sull'impianto sportivo, contribuisce ad aumentare, lentamente ma inesorabilmente, il degrado della struttura, dal cui tetto l'acqua gocciola direttamente nella piscina. Infatti, la desolazione che regna a Quercia non si era mai vista e quelle che erano piscine frequentatissime ora assomigliano a una "cittadella dello sport fantasma", il tutto a causa di una situazione, nei rapporti fra il Comune e la "Pianeta Sport", che si era progressivamente deteriorata negli ultimi tempi dell'amministrazione Simoncini, con il risultato che a rimetterci, come spesso accade, sono sportivi, bambini, ragazzi e, naturalmente, genitori, costretti a portare i figli a nuotare in altri centri sportivi del comprensorio.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
