Il Tirreno

L’Opa si ferma: no al trasferimento

L’Opa si ferma: no al trasferimento

Assemblea di tre ore di tutto il personale contro il trasloco del materno infantile da Montepepe all’ospedale unico

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MASSA. Si ferma stamani, per tre ore, il cuore dell’Ospedale del cuore ovvero il personale della Fondazione Gabriele Monasterio.

Si ferma per una assemblea (ovviamente saranno garantite le urgenze, ci mancherebbe) nella quale i sindacati di medici e lavoratori cercheranno di fare il punto della situazione dopo alcune settimane di grande tensione per l’alternarsi di dichiarazioni e smentite sul futuro della cardiochirurgia infantile, di quella per adulti e del destino del dipartimento materno infantile.

Le certezze, dopo mille tentennamenti, riguardano appunto il destino del punto nascite dell’Opa. La Regione prima, l’Asl e il Pd poi, hanno decretato che il materno infantile andrà necessariamente nel nuovo ospedale apuano (Noa) in costruzione su viale Mattei e, forse, pronto per la fine dell’anno o poco più. I primari Paolo Migliorini (ostetricia e ginecologia) e Alberto Baratta (dipartimento emergenza urgenza) hanno spiegato in diversi sedi il perché questa scelta tecnicamente è quella giusta per dare migliori servizi alle pazienti.

Il primario di cardiochirurgia infantile della Monasterio, Bruno Murzi si è sgolato inutilmnete negli ultimi due mesi, partecipando a consiglio comunali, a commissioni a dibattiti televisivi e non, e sulla stampa ovviamente, per sostenere invece la bontà di un progetto che la stessa Regione aveva lanciato (a suon di miliardi) ben prima che venisse deciso di costruire l’ospedale unico.

Una difesa dell’eccellenza del reparto chirurgico che è nei numeri e nella fama internazionale del centro di Montepepe ma anche dell’unicità, rispetto ad altre grandi realtà metropo0litane, come il Meyer di Firenze e il Gaslini di Genova, dell’avere in fondo al corridoio il punto nascite del materno infantile. Murzi ha poi parlato dei pericoli di un freno, se non di uno stop, a ricerche di avanguardia sulle staminali.

Un dibattito molto tecnico che certamente sarebbe stato meglio convogliare prima, per tempo, anche solo per una questione di immagine: i primari contro non è un bel vedere. La questione doveva essere sciolta nel momento stesso in cui si davano istruzioni per la costruzione dell’ospedale. Adesso siamo alle toppe

Il problema dell’oggi, lucidamente segnalato dal consigliere massese del Pd, Stefano Alberti, è che la Regione ha detto che il materno infantile verrà spostato all’ospedale unico ma ha anche promesso che un potenziamento di Montepepe edl rapporto con la Monasterio. Come? Con quali interventi? ha domandato, non solo, Alberti. E’ forse un potenziamento - citiamo alcune delle ipotesi lanciate nei giorni scorsi - la creazione di un mini punto nascite all’Opa? O il trasferimento della chirurgia infantile della Monasterio al secondo piano dell’ospedale unico lasciando il day surgery a Carrara? Insomma c’è molto da chiarire. E questa chiarezza la deve fare la Regione stessa. E non solo sul punto nascite dell’Opa. C’è anche la questione, non certo da poco, della cardiochirurgia per adulti. Nel progetto regionale questa avrebbe dovuto assorbire la cardiochirurgia della clinica universitaria di Pisana, in difficoltà secondo i dati sulle mortalità per by pass e sostituzione delle valvole. Ma i dati ad una successiva, e forse non casuale, elaborazione non sarebbero così negativi e il piano sembra saltato. Tanto che, pur non commentando, il cardiochirurgo Mattia Glauber, che l’operazione accorpamento doveva guidare, ha lasciato la Monasterio per accettare l’offerta dell’Humanitas di Milano. Il reparto è finito comunque nelle ottime mani di Marco Solinas, 45 anni, chirurgo che dopo importanti esperienze all’estero è sempre stato nella Monasterio.

Non è che Pisa, respinto l’attacco, voglia prendere il largo e fare la parte del leone togliendo spazio alla Monasterio? Non è che Gaslini e soprattuto il Meyer che sta facendo investimenti notevoli, nel giro di un paio di anni si prendano tutta la chirurgia infantile? Dubbi, tanti, certezze poche. Che la Regione batta un colpo, presenti un piano preciso che dia sostanza alle generiche promesse.

Intanto stamani, dalle 8,30 alle 11,30, come dicavamo, nella sala biblioteca del terzo piano a Montepepe si terrà l’assemblea del personale medico, infermieristico e amministrativo della Fondazione Monasterio.

Si battono contro lo spostamento del materno infantile dall’Opa all’ospedale unico e per la difesa della cardiochirurgia pediatrica.

Aronne Angelici

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