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Ecco il liceo sportivo, ma è senza palestra

Ecco il liceo sportivo, ma è senza palestra

Nuovo indirizzo al Fermi, con un paradosso: educazione fisica si fa in trasferta, al Csi. La preside: nessun problema

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MASSA. Il liceo scientifico Enrico Fermi diventa liceo a indirizzo sportivo: dal prossimo anno scolastico ci saranno una o più sezioni (dipende dal numero di iscritti) in cui i ragazzi studieranno in modo approfondito scienze motorie e, al termine dei cinque anni, avranno un diploma “specializzato”. Bene, un’opportunità in più per gli studenti. Peccato, però, che il Fermi non abbia la palestra.

Cioè: lo Scientifico cittadino ottiene (unico istituto in provincia) l’indirizzo di liceo sportivo ma non dispone di uno spazio per le lezioni di educazione fisica. Per fare ginnastica i ragazzi – i 680 iscritti attuali e, da quest’altro anno anche gli iscritti alla nuova sezione “discipline sportive” – devono uscire dall’istituto e andare in via Marina Vecchia, nel centro sportivo Csi San Carlo Borromeo. Che dista 150 metri in linea d’aria, qualcosa di più (noi con il contachilometri dello scooter ne abbiamo calcolati 400) di percorso reale. Nel panorama disastrato delle scuole apuane, dove – ad esempio – gli studenti dell’Alberghiero hanno fatto lezione per mesi senza poter usare le cucine; e dove anche diverse altre scuole (citiamo solo il Palma) non dispongono di una palestra, la cosa può sembrare quasi “normale”. Resta tuttavia difficile capire perché il ministero abbia assegnato proprio a una scuola senza palestra l’indirizzo di liceo sportivo. Seguendo la stessa logica potrebbe aprire, che so, un istituto per le attività marinare in Valle d’Aosta.

La preside del Fermi Sandra Pecchia sostiene che il problema non è poi tanto grave. Anzi, non esiste. «L’istituto non dispone di una palestra , è vero, ma li centro sportivo Borromeo è vicinissimo, dista 150 metri o poco più da via Fermi. Ed è ben attrezzato: dispone di tre palestre, di un campo di calcio esterno, ha spogliatoi ampi e servizi a misura di disabile. Nessuna scuola ha impianti di questo livello. E poi, per le attività legate all’indirizzo sportivo, gli studenti dovranno comunque fare trasferte: alla piscina comunale, al campo di atletica. Insomma, nessun disagio per i ragazzi, ve lo garantisco. Anzi, grazie alla convenzione con il Csi, possiamo utilizzare una struttura molto ben organizzata. Con la formula della doppia ora di educazione motoria, inoltre, riduciamo anche il piccolo disagio di dover uscire da scuola per raggiungere l’impianto».

La convenzione di cui parla la professoressa Pecchia è stata rinnovata all’inizio dell’anno scolastico, al costo di 27mila euro l’anno a carico della Provincia (l’ente che “ha in carico” gli istituto superiori). E proprio nella fase del rinnovo ci sono stati problemi. Che hanno lasciato, tra settembre e ottobre, i ragazzi senza palestra. Per ovviare, la preside inventò allora la lezione di “trekking urbano”: nell’ora di educazioni fisica i ragazzi giravano per la città alla riscoperta delle sue bellezze. Ora è tutto a posto, almeno per i tre anni della durata della convenzione.

Ma lo Scientifico resterà per sempre senza palestra? Possibile, o meglio: molto probabile. La tensostruttura a fianco del liceo adibita a palestra è stata dichiarata inagibile dall’Asl per ragioni igieniche e strutturali. Nel 1996. È da allora che è iniziata la migrazione degli studenti verso altri impianti sportivi. E da allora, sono passati 18 anni, la tensostruttura è stata abbandonata. Oggi è un rudere irrecuperabile.

Insomma, è da generazioni che gli studenti del Fermi fanno educazione fisica in trasferta. E così faranno anche i loro compagni che si iscriveranno all’indirizzo sportivo che prevede 3 ore di scienze motorie in palestra più altre 3 ore di scienze sportive, insegnamento teorico in classe. In fondo, un piccolo disagio in più. Mens sana in corpore sano.

Claudio Figaia

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