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Castelnuovo-Ortonovo ok dell’Anci alla fusione

Castelnuovo-Ortonovo ok dell’Anci alla fusione

Roberto Lavaggi vice presidente dei Comuni liguri espone i vantaggi economici: subito 2,5 milioni per opere pubbliche e messa in sicurezza del territorio

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CASTELNUOVO MAGRA. Manca meno di una settimana al referendum che potrebbe portare alla fusione tra Castelnuovo Magra e Ortonovo e alla nascita del Comune di Luni. In queste ultime settimane i due opposti schieramenti si sono ripetutamente dati battaglia nel far prevalere le ragioni del «sì» e del «no».

Intanto i due sindaci portano a casa anche il convinto appoggio dell’Anci regionale: «Si tratta di un progetto ambizioso – ha spiegato il vice presidente di Anci Liguria, Roberto Levaggi - che ha come obiettivo quello di garantire ai cittadini dei questa comunità servizi più efficienti, meno tasse e più investimenti in infrastrutture e offrire alle imprese una reale opportunità di rilancio. Per questo Anci è a favore del sì e al fianco dei sindaci di Castelnuovo e Ortonovo. In questi anni i Comuni sono stati investiti da grandi cambiamenti che, spesso, hanno reso più difficile offrire servizi adeguati ai propri cittadini. Non in questo caso: i piccoli Comuni che decidono di fondersi godono di importanti agevolazioni che possono concretamente contribuire alla ripresa sociale ed economica del territorio».

Un nuovo Comune che porterebbe in dote, secondo i dati elaborati dalle amministrazioni di Castelnuovo e Ortonovo, un risparmio di oltre 510mila euro rispetto ai bilanci attuali. Una cifra derivante in gran parte dalla riduzione delle spese di funzionamento di uffici e servizi, ma anche dalla riduzione dei costi della politica, per circa 35mila euro, e della gestione amministrativa, grazie al taglio del 50% delle indennità dirigenziali. Ma ci sono altre possibilità dal punto di vista economico.

«Il Comune di Luni – spiegano i due sindaci - potrà inoltre godere della sospensione per 3 anni del Patto di Stabilità. Ciò significa che le risorse che i Comuni di Castelnuovo e Ortonovo hanno attualmente in cassa e che non possono utilizzare a causa del Patto tornano a disposizione della comunità. Sono circa 2,5 milioni di euro che possono essere spesi subito per opere pubbliche importanti, interventi di messa in sicurezza del territorio, riduzione del rischio idrogeologico, sulla viabilità locale, l’edilizia scolastica, ecc. e saldare i debiti con imprese e fornitori».

Oltre opportunità sono previste anche dalla Legge di stabilità 2014 che mette a disposizione 30 milioni di euro per i Comuni nati da fusioni. Ma sono previsti incentivi anche dalla Regione: «La Liguria, con delibera di giunta regionale n. 1135 del 19 settembre 2013 - ricordano i sindaci - ha messo a disposizione delle forme associative comunali 1,1 milioni di euro di contributo a fondo perduto di cui 200mila euro destinati alle fusione, di cui il Comune di Luni rappresenta l’unico esempio». Infine dalla Corte dei Conti della Liguria, arriva la sentenza in cui si certifica come Ortonovo ha «…onorato i propri impegni prima della scadenza programmata». Questo perché Ortonovo, in data 17 gennaio 2014, con i mandati di pagamento n. 87, 89 e 91 ha finito di pagare i debiti. «Quindi anche il ritornello che la fusione con Ortonovo portava solo debiti a questo punto non è più sostenibile – concludono Favini e Pietrini».

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