La manifestazione
Boggi: il Supercinema? Devo trovare un gestore
Il consigliere comunale Pd, proprietario dello stabile: «Sono disponibile anche a rinunciare agli appartamenti, ma non posso andare in perdita»
CARRARA. E’ uno dei simboli della Carrara che decolla con gli eventi - Marble Weeks, Convivere - ma che nella quotidianità, nel giorno per giorno, stenta ad avere attrazione: il Supercinema.
Off-limits ormai da oltre tre anni, insieme alla chiusura degli Animosi e del Politeama, e con il Garibaldi utilizzato solo come teatro, rende la nostra l’unica città d’Italia sopra i 60mila abitanti senza un cinema (la statistica non è nostra, ma ce l’hanno segnalata dei cinefili doc).
Da quasi due anni, il complesso del Supercinema è stato rilevato da una società che fa capo al consigliere comunale del Pd Lucio Boggi, commercialista e imprenditore. Rilevando la società, Boggi è diventato anche titolare della concessione edilizia rilasciata nel 2009 a Maurizio Ambrosini, ex gestore: il progetto prevede una sopraelevazione dello stabile, con realizzazione di due sale cinematografiche e otto appartamenti.
Domanda d’obbligo: consigliere Boggi, quando riaprirà il Super?
«La mia posizione è esplicita: devo trovare un gestore delle sale cinematografiche. E’ la condizione necessaria. Una volta trovato il gestore, che garantisca un tot di anni di affitto, io posso partire con la ristrutturazione. La concessione prevede nuove edificazioni, complessivamente l’investimento è significativo: di questi tempi, partire senza avere la certezza di chi entra a gestire il cinema, è oggettivamente impossibile. Quando nel 2010 ho iniziato la trattativa, le prospettive erano diverse; dal marzo 2012 ho rilevato la società, e non ho ho ancora trovato un gestore. Oggi sono anche disponibile a puntare solo a ristrutturare il cinema, senza fare due sale: ma a fronte della ristrutturazione devo avere un gestore che garantisca sette-otto anni d’affitto. E’ un ragionamento lineare e trasparente».
E se nessun gestore si fa avanti?
«Intanto, anche pubblicamente dico a chiunque sia interessato di farsi avanti. Sono anch’io di Carrara e non mi piace certo vedere il cinema chiuso. Oppure, si cambia prospettiva: ci sediamo al tavolino, con il Comune o con un soggetto privato, e in quello spazio si fa altro: una sala convegni grande che Carrara centro non ha, una ludoteca, una mostra permanente del marmo. Una soluzione che renda comunque compatibile l’investimento economico e che mi permetta almeno di andare in pareggio. Ribadisco: sono a disposizione per qualsiasi soluzione: a patto che tutta l’amministrazione comunale, maggiroanza e opposizione, siano d’accordo nel fare qualcosa per la città; non posso posare una una pietra e poi sentirmi dire che non sono compatibile».
Ricordiamo adesso a grandi linee cosa prevedeva il progetto originale di ristrutturazione del complesso del Super.
L’ingresso del cinema sarebbe stato spostato da via Verdi a via Del Cavatore, con due sale cinematografiche, rispettivamente di 208 e 135 posti a sedere oltre ai foyers, bar e biglietteria.
Il nuovo piano interrato sarebbe stato adibito ad autorimessa, con 15 posti auto a servizio della nuova residenza. Al di sopra delle sale cinematografiche adeguatamente isolate anche sotto il profilo acustico, la concessione prevede ulteriori 2 piani adibiti ad abitazione, per un totale di otto appartamenti di pregio, con ingresso su via Verdi.
Maria Elena Musetti: un esempio per tutti, la cabina di piazza Matteotti. Su Facebook, la consigliera comunale di centrodestra Maria Elena Musetti (Pdl) osserva: «Non esiste una vera programmazione condivisa fra gli uffici e gli assessorati, ma un ufficio decoro urbano che nessuno consulta e di cui nessuno capisce l'utilità». Come esempio di bruttura e città non curata, scrive: «Basterebbe considerare la cabina telefonica di Piazza Matteotti e tutte le altre sparse sul territorio, ormai ridotte a ricettacoli di sporcizia. La pavimentazione, i resti di manifestazioni come il "tappeto" di via Verdi, Marina di Carrara con una piazza da riqualificare - prosegue Musetti - chi è che dovrebbe gestire il tutto e dovrebbe farsi carico almeno di segnalare tutti questi problemi per poter creare una lista delle priorità? Non è dato di saperlo. Non l'ufficio decoro, forse i vigili, Amia, ufficio strade, c'è un rimbalzo di responsabilità enorme e fax e segnalazioni che viaggiano da un posto all'altro finendo poi dimenticati in qualche cassetto». (m.b.)
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