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Amianto, ordinanza per la rimozione

Amianto, ordinanza per la rimozione

La commissaria prefettizia Franca Rosa impone alla Agenzia del Demanio di toglierlo dalla ex area Cjmeco di Pallerone

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AULLA. Il commissario prefettizio Franca Rosa passa all'azione sul caso della discarica ex Cjmeco, la bomba ecologica alle porte della frazione aullese di Pallerone. Infatti, Franca Rosa ha emesso una ordinanza, la n. 12 del 30 gennaio scorso, con cui impone all'Agenzia del Demanio, che è l'ente proprietario dell'area sulla quale sorge la ex Cjmeco, «l'immediata rimozione del cumulo di amianto in fibre libere (fioccoso) e degli altri materiali in amianto (trecce) che sono attualmente all'aperto senza alcuna protezione».

Inoltre, il commissario ordina all'Agenzia del Demanio «di provvedere alla redazione di un piano per la raccolta, lo stoccaggio e lo smaltimento delle lastre in cemento amianto e frammenti, evidentemente crollate dalle strutture e dalle coperture dei capannoni».

Il piano in questione, in base all'ordinanza dovrà essere attuato entro quattro mesi dalla data di notifica all'Agenzia del Demanio dell'ordinanza stessa, dovrà contenere indicazioni circa le opere provvisionali da porre in essere al fine di evitare ulteriori crolli all'interno della ex Cjmeco e dovrà essere trasmesso, per le necessarie verifiche, all'Arpat. Ricordiamo che è stata proprio l’Arpat provinciale di Massa Carrara a lanciare il nuovo allarme relativo all’area ex Cjmeco.

L’Arpat, infatti, ha effettuato un ulteriore sopralluogo, rilevando gravi criticità, tanto da affermare che l’accesso all’area deve essere "assolutamente evitato".

Già alla fine di dicembre 2013 la situazione ambientale dell’area era stata oggetto di preoccupazioni dell’Arpat, che, pochi giorni fa, ha avvertito: «Al fine di evitare il peggioramento delle condizioni ambientali, possibili contaminazioni del suolo e della falda e propagazione ulteriore della contaminazione da amianto, si ritiene di primaria importanza procedere rapidamente alla messa in sicurezza dell'area, all'asportazione dei rifiuti e alla bonifica del sito. Nel frattempo l'area deve rimanere inaccessibile e la presenza di amianto deve essere opportunamente segnalata».

E mentre circolano voci sempre più insistenti in base alle quali diversi camion, in passato, sarebbero usciti carichi di ferro dalla ex Cjmeco, ferro sottratto dai capannoni i cui tetti sarebbero poi crollati a causa della mancanza proprio del ferro a sorreggerli, nei giorni scorsi una lettera è stata inviata da Federico Agostini, a nome del circolo di Rifondazione Comunista bassa Lunigiana, del Partito dei Comunisti Italiani e della Sinistra per la Lunigiana/Un'altra Lunigiana è possibile, all'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini.

La lettera di Agostini fa seguito a quella della stessa Bramerini e in essa si chiede all'assessore regionale di fissare la data per un incontro sul tema. Da sottolineare, infine, che a metà dicembre, pochi giorni prima del nuovo rogo che interessò la ex Cjmeco, il circolo bassa Lunigiana di Rifondazione Comunista lanciò l'allarme sui rischi di incendio nell'area.

Gianluca Uberti

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