Sicurezza
Sessantenne visita un sito porno e resta vittima di una truffa
Stava guardando un video a luci rosse in uno dei tanti portali della rete. A un certo punto le immagini si sono interrotte ed è comparsa una pagina con la fotografia del presidente
MASSA. Stava guardando un video a luci rosse in uno dei tanti portali della rete. A un certo punto le immagini si sono interrotte ed è comparsa una pagina con la fotografia del presidente della repubblica Giorgio Napolitano e i loghi delle forze dell’ordine. Poi la scritta in rosso: «Attenzione. Il suo computer personale è stato bloccato per motivi di sicurezza per le seguenti ragioni. Tutte le azioni fatte su questo computer personale sono state registrate. Tutti i vostri file sono stati criptati». È bastato quello per fargli venire un mezzo infarto, visto che non credeva di fare chissà che cosa guardando quel filmetto con scene di sesso.
Leggendo quella pagina web comparsa improvvisamente però si è trovato ancora più paura, visto che era un elenco di ipotetici reati che aveva commesso con quel maledetto click. Reati che comportavanop in tutto una ventina di anni di reclusione e quasi mezzo milione di euro di multa. Bara da gelare il sangue. L’uomo, un sessantenne, ha continuato a leggere tutto termante fino a che non ha trovato quella che credeva essere una via di fuga: «In conformità con le modifiche al codice penale dal 17 gennaio 2014 e la dichiarazione dei diritti umani le sue violazioni possono essere considerate involontarie (se tali violazioni sono state commesse da lei per la prima volta), e lei non sarà perseguiti. Questa condizione può essere soddisfatta mediante il pagamento della sua multa al reddito dello Stato (a sostegno di progetti per la protezione del cyberspazio della rete Internet)». L’ammontare era di cento euro. Ma bisognava saldare online. Così il sessantenne ha pensato di andare in questura a farsi dare una mano per il pagamento. E ha scoperto che era una truffa che ha già fatto vittime a Massa.
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