Il Tirreno

Mazzi va al riesame Può tornare libero

Questa mattina udienza a Genova. Il suo legale è fiducioso Intanto prosegue l’indagine sulle bande. Ma ci vorrà tempo

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Settimana decisiva per l’indagine sul duplice omicidio di Natale e l’accoltellamento del Baraonda. Questa mattina a Genova ci sarà l’udienza davanti ai giudici del riesame per Andrea Mazzi, il ventunenne che ha ucciso in piazza Mercurio i montignosini Andrea Fruzzetti, 23 anni, ed Enrico Baria, trentenne. Il suo avvocato Enzo Frediani chiederà che il suo assistito venga rimesso in libertà contestando nel merito sia l’arresto - che è già stato convalidato dal tribunale di Massa - sia la detenzione. Il legale avanza dubbi sull’iter procedurale seguito in occasione dell’interrogatorio del giovane, avvenuto senza dare possibilità alla difesa di accedere agli atti. Fatto che, secondo Frediani, avrebbe privato di validità l’interrogatorio di garanzia. Va detto però che a Massa la stessa istanza è stata rigettata dal gip. «Ero certo che il gip avrebbe rigettato la mia istanza di scarcerazione e per questo l’abbiamo portata in sede di appello cautelare. Se anche il riesame ci darà torto andremo anche in Cassazione, perché ci crediamo molto su questo punto», ha spiegato l’avvocato. Il collegio che si occuperà del caso probabilmente impiegherà qualche giorno prima della sentenza.

In parallelo alle indagini sul duplice delitto, in mano al nucleo investigativo dei carabinieri, si stanno svolgendo quelle della squadra mobile sulla cosiddetta guerra tra bande: una lunga serie di episodi, che hanno come punta dell’iceberg gli accoltellamenti del Baraonda, che adesso vengono valutati tutti insieme perché secondo gli inquirenti hanno stessa matrice. Zuffe, auto bruciate, minacce. Uno scenario inquietante che sortirà i primi effetti proprio in questa settimana.

Con il passare dei giorni sembra sempre più evidente la mancanza di motivazioni reali per questa esplosione di violenza. La causa scatenante della prima guerriglia è stata la difesa di un ragazzo che stava per essere picchiato da quelli dei Poggi. Si sono intromessi gli altri e il pestaggio si è trasformato in una rissa al Cinquale. Da allora i due gruppi hanno cominciato a darsi appuntamenti per regolare i conti, dando vita all’escalation che secondo la procura ha portato poi al duplice delitto di Natale. Il collegamento gli inquirenti lo hanno in testa, ma devo tramutarlo in prove prima di poter dire che c’é. E per questo il sostituto procuratore Rossella Soffio sta procedendo senza troppo clamore. Anche se la perizia sulle due autopsie dei ragazzi colpiti a morte firmata dal medico legale Maurizio Ratti ha messo un tassello in più sul castello accusatorio che si sta lentamente costruendo.

Ma sarà un lavoro lungo, per poter capire qualcosa sui due gruppi che si stanno fronteggiando a Massa ci vorrà almeno un anno, difficilmente si potranno accelerare i tempi. Anche perché come detto non c’è un movente così chiaro. Non si sa perciò perché questi ragazzi a un certo punto hanno impugnato le armi, decidendo di farsi giustizia a ogni costo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web