Attenzione
«In biblioteca ad Avenza tutto come prima»
La delusione del comitato: «Solo otto ore divise in tre mezze giornate di servizio completo»
AVENZA. Il comitato per la Biblioteca di Avenza torna ad esprimere, in una nota, la delusione per come viene trattata la biblioteca avenzina.
«Dopo aver atteso la conferma di quanto dichiarato, che la biblioteca di Avenza avrebbe avuto il sevizio completo di consultazione e prestito per l’intera giornata del venerdì, non essendosi presentato alcun addetto durante il mattino si deve dedurre che evidentemente si è trattato di un errore», scrive amaramente il comitato. E aggiunge: «Tutto è come prima: solo otto ore divise in tre mezze giornate di servizio completo, il resto solo sala di lettura. Quindi, come prima, la situazione è molto lontana dall’essere soddisfacente ed inutile è il confronto con chi ha già deciso e non vuole tornare indietro. Si continua a dire che più di così non può fare, pur essendo notorio che in piazza d’Armi si è raddoppiato il servizio e ad Avenza si è ridotto di due terzi».
E ancora: «Si continua a definire genericamente apertura prolungata ciò che in realtà è solo sala di lettura, senza poter né consultare, né prendere a prestito i volumi, né navigare in Internet. Si continua ad accampare il pretesto della minore frequentazione, confondendo la causa con l’effetto, non considerando i prolungati periodi di chiusura e la concentrazione a Carrara di svariate iniziative; se si prosegue con questi orari ad Avenza le presenze saranno ancora meno».
Il comitato per la biblioteca di Avenza prosegue il suo documento: «Si continua a citare l’unicità della biblioteca di Massa, dimenticando che l’eccellenza di Carrara era proprio la presenza capillare del sistema bibliotecario sul territorio, fiore all’occhiello delle vecchie amministrazioni, in considerazione della policentricità del comune. Massa è centro di sé stessa mentre la moderna Carrara ha il suo centro in Avenza. Inoltre Massa non ha l’obbligo di ottemperare alle finalità del testamento Finelli, per cui sono stati occupati i terreni. Per dirla con De Andrè: non regalate terre promesse a chi non le mantiene. Continua, infine, la precarietà: cosa accadrà quando i fondi per il personale esterno saranno esauriti?», si chiede il comitato per la biblioteca di Avenza.
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