Il dolore
Spaccio a scuola, in libertà uno dei ventenni
Il tribunale del Riesame accoglie in pieno la linea della difesa: mancano indizi di colpevolezza
MASSA. Annullata l’ordinanza del gip che gli imponeva gli arresti domiciliari, torna in libertà uno dei due ventenni arrestati il mese scorso dai carabinieri con l’accusa di spacciare sostanze stupefacenti (hashish e marijuana) davanti alle scuole cittadine. Il tribunale del riesame di Genova ha accolto in pieno la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Valter Mattarocci, legale del giovane, annullando il provvedimento di custodia cautelare e disponendo l’immediata liberazione dell’indagato. Per il “riesame” genovese (presidente Letizia Califano) non ci sono infatti elementi per sostenere che il ventenne avesse la disponibilità dell’appartamento in cui i carabinieri hanno trovato quasi 500 grammi di hashish.
Era stato lo stesso giovane a rivelare agli inquirenti che in un appartamento preso in affitto, si ritrovava spesso con alcuni amici per fumare uno spinello. I militari si erano dunque fatti accompagnare a quell’indirizzo e il ragazzo, suonando 4 volte al citofono, si fece aprire dall’amico che si trovava in casa. Nell’appartamento i carabinieri trovarono la sostanza proibita suddivisa in dosi singole nascosta in varie zone; bilancini di precisione, carta stagnola per avvolgere le dosi, un libretto di deposito con circa 8mila euro. Trovarono anche un altro ventenne, che dormiva: finito anche lui nei guai.
Secondo il pm Vito Bertone e il gip Antonia Aracri i quattro squilli al citofono erano un segno convenzionale della “banda” e il ragazzo utilizzava con altri l’appartamento come base per l’attività di spaccio. L’avvocato Mattarocci ha cercato di smontare le accuse obiettando che il suo assistito non aveva neanche le chiavi dell’appartamento; che i quattro squilli erano sì un segnale convenzionale ma per farsi aprire e fumare gli spinelli “in pace”; che non sapeva che nascosto in casa ci fosse quasi mezzo chilo di fumo; che il libretto di deposito non era a lui intestato (ma al compagno trovato in casa) e che al momento dell’arresto non aveva stupefacenti con sè e solo 15 euro. E il tribunale del Riesame gli ha dato pienamente ragione.(c.f.)
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