Sicurezza
Massa, il Pd prende posizione «Via Maternità dall’Opa»
Il responsabile regionale sanità Nicola Naldoni ha ribadito in un convegno l’intenzione di potenziare e non smantellare la chirurgia di Montepepe
MASSA. «Il materno infantile deve essere trasferito al Noa, il nuovo ospedale apuano, ma questo non inficia sull’eccellenza di Montepepe». A prendere posizione ufficialmente sul caso Opa adesso è lo stesso Pd, che rompe il silenzio venerdì pomeriggio nelle stanze del Guglielmi durante in un incontro partecipato sul piano sanitario regionale che verrà votato domani a Firenze.
Hanno partecipato all’incontro, oltre ai vari dirigenti del Pd massese, anche il consigliere regionale apuano Loris Rossetti e il consigliere Simone Naldoni, responsabile regionale sanità del Pd, che hanno illustrato i dettagli del piano. Il dibattito non poteva quindi che concentrarsi sulle ripercussioni nel territorio della riorganizzazione sanitaria promossa a livello regionale e che, in terra apuana, ha come spina nel fianco la questione del trasferimento del dipartimento materno infantile.
Le intenzione del Pd sono state chiarite: puntare sull’eccellenza sì, ma sul Noa.
«Non può esistere un ospedale unico, di secondo livello - commenta Naldoni - senza un reparto di maternità. È così in tutti i nuovi ospedali unici e così sarà anche a Massa».
Il partito del governatore Rossi appoggia pienamente quindi le tesi dei primari Alberto Baratta e Paolo Migliorini secondo cui la creazione del materno infantile all’Opa era provvisoria e nemmeno pienamente sicura. A supporto della loro tesi elencano tutto quello che manca a Montepepe, ossia: un reparto di chirurgia generale e vascolare, urologia, anatomia patologica, radiologia interventistica, laboratorio di analisi e pronto soccorso. Insomma, a poco contano i numeri e i nomi – di persone che ci lavorano - che attestano l'eccellenza dell'Opa, secondo il Pd, il materno infantile è “più sicuro” al Noa e lì andrà. Ma tranquillizzano su un aspetto: Montepepe non verrà smantellato, ma valorizzato per quanto riguarda la cardiochirurgia infantile e quella per adulti.
«Vogliamo assicurare ai cittadini - continua Naldoni- che è nelle nostre intenzioni preservare questo presidio sanitario all'avanguardia perché prosegua nello svolgere la funzione fondamentale che sta portando avanti. La Regione ha intenzione di lavorare molto per valorizzare e potenziare ulteriormente questa struttura, consapevoli delle professionalità con le quali abbiamo a che fare».
Su questo è intervenuto anche il consigliere regionale Loris Rossetti per il quale «è strumentale dire che spostare il materno infantile vuol dire voler depotenziare l'Opa. – commenta - Le scelte, anche se ogni tanto qualcuno fa finta di dimenticarselo, in questo territorio, dal punto di vista sanitario sono state prese tanti anni fa, nel 2001 e non sono mai state rimesse in discussione».
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