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Ex Damas, il laghetto “tossico” è ancora lì

 Ex Damas, il laghetto “tossico” è ancora lì

A rilento le operazioni di pompaggio delle acque sospette. E il progetto smaltimento non parte

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MASSA. Non è finit l’emergenza per i i fanghi tossici alla ex Damas, in via Longobarda. I materiali, scarti di lavorazioni industriali “dimenticati” lì dal 2001, sono stati messi in sicurezza in grandi sacchi, i cosiddetti big bags. Attorno ai grandi sacchi, però, nei terreni di prprietà Cermec, da settimane, si è formato un lago di liquido giallognolo che, si teme contenga sostanze inquinanti. In attesa delle analisi dell’Arpat, che dovrebbero chiarire se i liquidi dilavanti siano contaminati o meno, l’ufficio ambiente del Comune ha dato ordine (con diffida) a Cermec e Fin Lor, le aziende proprietarie delle due zone dove ristagnano le acque, di ripulire l’intera area dai liquidi entro quattordici giorni.

Dieci giorni sono già passati, ma l’opera sembra essere più complicata del previsto. Al Cermec la ditta specializzata continua a pompare acqua quasi ininterrottamente e a smaltirla nelle discariche speciali, operazione che però non si potrà dire ultimata fino a quando gli stessi big bags non verranno tolti dall’area limitrofa all’azienda. Continuando a piovere, inevitabilmente, infatti, i liquidi passano sotto i sacchi e arrivano nuovamente nell’area Cermec. Non si conoscono ancora i tempi che serviranno alla Provincia per smaltire una volta per tutte i rifiuti né le modalità in cui ciò verrà fatto. Per ora siamo alla fase della domanda per accedere ai finanziamenti di un bando regionale per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Tuttavia Palazzo Ducale ci tiene a rassicurare sulla sicurezza dei sacchi, sostenendo quindi che le acque non possono essere contaminate. Tesi che verrà confermata o smentita con i risultati dell’Arpat. (m.c.)

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