Sicurezza
Cinema chiuso, il film è il degrado
Al Supercinema in abbandono in scena graffiti e sporcizia In via Verdi il tappeto di Marble weeks è macchiato e rotto
CARRARA. Tappeti verdi. Ma sporchi, chiazzati di pipì di cane, accarotocciati e sfilacciati: negli angoli, a causa della pioggia sono tutti sollevati. Camminarci sopra non è un’impresa facile ma è da qui che bisogna passare percorrendo via Verdi. I marciapiedi di marmo sono stati foderati di moquette effetto erba per la scorsa Marble weeks, in estate. Sono ancora al loro post6o, assieme ad alcune opere: come i “piedoni in marmo” transennati con il nastro bianco e rosso. Non sembra una strada dell’arte: il tappeto verde è interrotto in più parti, non c’è idea di continuità e, soprattutto, avrebbe bisogno di una pulita.
Il viaggio nella città che non va comincia da qui. Ed è un percorso visto, e documentato, con i nostri occhi.
Il viaggio nel degrado. Via Verdi diventa l’emblema di alcuni dei problemi segnalati a più riprese dai cittadini e dagli operatori commerciali. Il tappeto verde, dopo ormai tanti mesi, ha perso la brillantezza, per i pedoni è diventato quasi un’insidia.
Basta percorrere alcuni metri e si arriva davanti al Garibaldi: la sala funziona solo per gli spettacoli teatrali. Per il cinema c’è ancora da attendere: un anno ha assicurato l’assessore alla cultura. Ma intanto le bacheche del cinema sono vuote, nessun film in programma. . Poco più avanti uno scenario ancora più desolante: il Supercinema ha, da tempo, l’insegna spenta. Il degrado qui è tangibile, come la sporcizia che si accumula in quello che, in passato, ha ospitato tante e tante prime visioni. Compreso il primo film di 007 in Italia.
Se il Garibaldi era il cinema più autoriale, era al “Super” che arrivavano i film di Natale e i cartoni animati. Ora più nulla. Solo luci spente e una facciata sempre più sbiadita.
Le saracinesche chiuse e i fondi sfitti. Basta percorrere due strade. E, da via Verdi si arriva in un centro storico punteggiato da serrande abbassate e cartelli fluorescenti con la scritta “vendesi” o “affittasi”.
Da via Santa Maria a piazza Duomo, il percorso conta almeno cinque fondi chiusi.
Nemmeno le poche (a causa del maltempo) bancarelle del mercatino del primo sabato del mese riescono ad animare una piazza Alberica deserta. In piazza delle Erbe un cantiere e altri fondi sfitti.
In tutto il cuore della città i fondi chiusi sono parecchi e di gente in giro se ne vede ben poca.
In via Loris Giorgi la macchia di colore è quella dei cartelli che annunciano la liquidazione, per chiusura, del negozio di scarpe da bambino di Gidò.
E in via Roma resta ancora chiuso il fondo che, fino a qualche settimana fa, ospitava il negozio Blue Angel, in attesa dell’apertura del nuovo negozio di giocattoli.
In piazza Farini si staglia il cantiere aperto del Politeama: e fra i buchi della recinzione verde strappata e fra le transenne si intravedono cumuli di detriti e il materiale che invece dovrà servire ai lavori della messa in sicurezza di una porzione del maxi palazzo.
E proprio questa ferita aperta della città è il primo impatto che trova chi arriva a Carrara. Un palazzo chiuso, un cantiere e una recinzione.
Nel corso principale, via Roma, a coprire i lavori e le transenne, ci sono una dozzina di piante verdi, nei vasi di plastica. Qualche settimana fa, a causa del vento, sono rimaste a terra giorni e giorni, nonostante le proteste di parecchi cittadini.
Poco più avanti, sempre in via Roma, uno spazio vuoto, pieno di graffiti: anche per questo da anni si chiede una sistemazione. È ancora lì. Ed è sempre identico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
