Sicurezza
Tribunale a mezzo servizio e semivuoto
Un piano è completamente chiuso. Funzionano solo gli uffici dei due giudici di pace e il riscaldamento in tutto l’edificio
CARRARA. Ore 12, parcheggio davanti al tribunale, a San Martino. Quattro macchine negli stalli a pagamento. Cassette e pezzi di plastica bianca a terra, fuori dai cassonetti nell’isola ecologica. Proprio all’ingresso dell’area di sosta di quella che, fino al settembre scorso, era la sede distaccata del tribunale di Massa-Carrara.
Dall’inizio di autunno tutta l’attività del tribunale cittadino è stata “accorpata” a quello di Massa.
A Carrara restano gli uffici dei giudici di pace, che sono due e hanno due mattinate di udienze, il mercoledì e il venerdì. Il resto è un enorme contenitore semi vuoto, centinaia e centinaia di metri quadrati non utilizzati, ma ben riscaldati: il termostato dentro l’aula dove una volta si tenevano le udienze penali ieri segnava 20 gradi.
A fine aprile si decideranno, con il via libera del Ministero, gli eventuali accorpamenti di tutti i giudici di pace su Carrara: strada che, però, visto che le spese del personale ricadrebbero sui comuni, mentre per Massa, capoluogo, ci pensa in toto il ministero, sembra assai impraticabile. In quel caso, se l’unione sfumerà, annuncia il sindaco Zubbani, Carrara si terrebbe i suoi uffici, quelli già esistenti, e nel restante spazio i tecnici stanno già studiando una divisione adeguata per allocare la polizia municipale e uno degli uffici tecnici che sborsa, attualmente, un affitto troppo oneroso, come quello al Marmo o all’Ambiente.
Tribunale a mezzo servizio, chiuso un intero piano. Per trovare qualcuno, in tribunale a Carrara, bisogna salire al primo piano. All’ingresso, e al piano terra, l’idea che si ha è di smantellamento. Una fotocopiatrice staccata è appoggiata al muro. La bacheca è piena zeppa di fogli ingialliti e accartocciati. La postazione della portineria è chiusa e piena di polvere, si vedono molto chiaramente le impronte di zampe di gatto. Al primo piano la situazione è diversa, un po’ più vissuta. Qui le macchinette degli snack e i distributori del caffè sono in funzione. I servizi igienici pulitissimi (le addette alle pulizie, ci fanno sapere, vengono ogni giorno). Ci sono alcuni avvocati perché è giorno di udienza dal giudice di pace, e due cancelliere nell’ufficio in fondo al piano. Cinque poltrone grosse, girevoli, e nuove di zecca sono accatastate contro il muro.
L’aula delle udienze penali è vuota, quella degli avvocati invece aperta e c’è una fotocopiatrice che funziona. L’ufficio che una volta era occupato dal giudice Cosimo Maria Ferri è chiuso a chiave.
In mezzo alle scale, che portano al piano superiore, quello dove si svolgeva tutta l’attività della sezione civile, c’è un cartello che vieta l’accesso.
Di sopra è tutto chiuso. Aule, uffici, servizi, nessuno ne usufruisce.
Sembra tutto abbandonato.
La presidente Failla: difficile riunire tutti i giudici di pace a Carrara. La presidente del tribunale, Maria Cristina Failla non dà giudizi sul merito. Ma spiega, a livello pratico cosa comporterebbe la riunione degli uffici di Giudice di pace di massa e Aulla su Carrara.
«Se ne parlerà a fine aprile ma il Ministero ha già chiarito che i Comuni che vogliono mantenere gli uffici del giudice di pace sul loro territorio si devono assumere gli oneri del personale. Per quel che riguarda i capoluoghi di provincia, come Massa, tutte le spese sono a carico del ministero».
Quindi se Aulla, che non ha chiesto il mantenimento dei propri uffici, vedesse trasferire il giudice di pace a Massa non dovrebbe sborsare un euro. Su Carrara invece sì. Insomma una soluzione che potrebbe rivelarsi troppo oneroso per i comuni e che quindi potrebbe non venire messa in atto.
Il sindaco Zubbani: a San Martino anche la polizia municipale e l’ufficio Marmo. Il sindaco comincia col fare una precisazione: «Noi abbiamo chiesto al Ministero di mantenere gli uffici del giudice di Pace, quindi, rimarranno a Carrara».
E poi aggiunge.
«Se non venisse dato il via libera all’accorpamento degli altri uffici di giudice di pace della provincia - continua - abbiamo già alcune soluzioni su come impiegare quello spazio enorme rimasto semi vuoto».
«I nostri tecnici - aggiunge Zubbani - hanno avuto mandato di studiare una divisione degli spazi per poter sistemare, in quell’edificio che ospitava il tribunale, insieme naturalmente ai giudici di pace, il comando della Polizia municipale e uno degli uffici che, ad oggi, pagano un affitto oneroso, come ad esempio quello all’Ambiente o l’ufficio Marmo». Insomma ci sarà da aspettare ancora qualche mese, fino alla fine di aprile, per capire se a San Martino si trasferiranno i giudici di pace della provincia o il comando dei vigili. Intanto il maxi edificio resta semi vuoto.
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