Sicurezza
«Servono soldi ma non alzeremo le tasse comunali»
L’assessore Gianfranceschi: «Da vendere abbiamo terreni e scuole. Il parco dell’Undulna? C’è un ricorso in atto»
MONTIGNOSO. Bilancio a secco per il comune di Montignoso: dopo i tagli ai trasferimenti da parte del Governo, a causa dei quali l'amministrazione Buffoni ha dovuto aumentare le tasse (l'Irpef portata allo 0,8% per tutti i cittadini), arrivano anche le somme urgenze, post maltempo, da reperire nel vivo della fiscalità del comune. Salti mortali, lacrime e sangue per far quadrare i conti. Abbiamo chiesto all'assessore al bilancio Raffaello Gianfranceschi come si risolve una situazione così .
«Le idee sono circoscritte- inizia Gianfranceschi- ; non sono tante le misure che possiamo adottare. Si sa che in questi casi le strade da seguire possono essere tre: alzare le tasse, vendere i beni del comune oppure aumentare le entrate in maniera extratributaria. Noi le stiamo perseguendo tutte e tre»
Aumenterete ancora le tasse?
«Le abbiamo già dovute aumentare prima della fine del 2013 e per quest'anno ci fermeremo, spero, all'addizionale Irpef, salita allo 0,8% per tutti i cittadini. Eravamo rimasti gli unici in provincia ad aver mantenuto le fasce distinte per reddito, ma non ce lo hanno più permesso. L'amministrazione si è impegnata a non gravare più sui suoi cittadini. Speriamo di riuscirci»
Quindi metterete in vendita il patrimonio del comune?
«E' un'altra delle opzioni. Non crediate però che Montignoso abbia così tanti beni immobili da poter dismettere. Anzi: si contano sulle dita delle mani e sono per lo più scuole, che ormai non vengono utilizzate. Se riuscissimo a vendere quegli immobili il nostro impegno sarebbe investire sempre nell'edilizia scolastica, nelle ristrutturazioni e nell'ammodernamento degli edifici che rimarranno o, magari in futuro, in un progetto che razionalizzi le nostre scuole, accorpandole in un unico plesso, per liberare immobili che ci costano troppo. Le procedure di messa all'asta sono lunghissime. Passerebbero comunque anni».
In vendita solo ex plessi scolastici?
«Possediamo anche numerosi terreni, quello si. Ma sono tutti per lo più agricoli. In pratica, come direbbe qualcuno, così come sono non valgono quasi nulla. La scommessa sarà il cambio di destinazione d'uso, con variante apposita da inserire nel prossimo regolamento urbanistico.Così, forse, diventano appetibili per qualcuno. Anche qui, comunque, i tempi sono dilatati. Dobbiamo adottare il piano strutturale, iniziare l'iter per il regolamento urbanistico, approvare le varianti e mettere all'asta i terreni. Capirà che non sono assolutamente soldi su cui possiamo contare adesso».
Parlava anche riuscire ad aumentare le entrate in maniera extratributaria. Come?
«Con l'aumento sugli oneri di urbanizzazione. Ma con la crisi che l'edilizia sta vivendo in questo periodo, probabilmente non servirebbe. Stiamo provando a ricavare qualcosa dalle Rta, con il loro cambio di destinazione d'uso, da cui potremmo incassare oneri di urbanizzazione qualora i titolari accettassero di convertire le loro strutture in residenziale. E poi aspettiamo anche i progetti di quei privati che hanno beneficiato delle varianti per le attività produttive. Ce ne siano tre a buon punto»..
E se vendeste il parco dell'Undulna?
«Potrebbe anche essere una idea. Peccato che non è ancora nostro,visto che l'Undulna ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Poi immagino che vendere un bene che abbiamo faticato tanto per riottenere ci esporrebbe a miriadi di polemiche. Avremmo tutti contro. Di certo venderei non al prezzo che l'Undulna offrì a suo tempo per averlo».
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