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Non passa il taglio delle sagre dei partiti Massa, bocciata la richiesta dei grillini

Non passa il taglio delle sagre dei partiti Massa, bocciata la richiesta dei grillini

Battaglia in consiglio comunale per il nuovo regolamento che disciplina le feste di associazioni e movimenti politici

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MASSA. I partiti grandi e piccoli ha respinto l’attacco dei grillini: nessun dimezzamento della durata delle feste dei partiti . Durata che resta per un massimo di dieci giorni. Il Movimento Cinque Stelle chiedeva di portare a quattro i giorni massimi per le sagre dei partiti e dei sindacati allieneandola alla durata concessa ad organizzatori privati. «Il regolamento stabilisce – commenta in aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s – che le sagre siano organizzate senza scopo di lucro o fini speculativi, ma la durata di dieci giorni sembra già in partenza disattendere questo punto. Poi è poco democratico che partiti e sindacati abbiano a disposizione dieci giorni, mentre i privati quattro». «A maggior ragione – aggiunge la consigliera Luana Mencarelli - in questo periodo di crisi economica generalizzata, dove a rimetterci sono i commercianti, i ristoratori, che aspettano l’estate per riprendersi dall’anno nero».

A dare man forte al Movimento cinque stelle, Stefano Benedetti, consigliere di Forza Italia: «Sul nostro territorio – commenta il consigliere azzurro - aumenteranno sagre e feste, soprattutto nel periodo estivo, danneggiando inevitabilmente ristoratori che pagano regolarmente le tasse e sono aperti tutto l'anno garantendo anche occupazione».

8anno votato contro all’emendamento, invece, tutti gli altri gruppi consiliari, quelli che, in sostanza, la festa di partito, ce l’hanno nel dna. In particolare Pd, Rifondazione comunista e Arancioni, che, in aula, hanno spostato l’asse della discussione sul tema caldo del finanziamento ai partiti. «L’antipolitica è spesso giustificata - commenta Nicola Cavazzuti, consigliere di Rc – ma mi preoccupa quando fa strada all’idea del finanziamento privato ai partiti. La Costituzione, che viene continuamente stracciata, dà un segnale chiaro sul ruolo che i partiti devono avere nella società. Come possono averlo senza fondi? Sappiamo tutti dove ha portato il finanziamento privato, con un uomo che da speculatore sul debito pubblico italiano è diventato finanziatore di un partito che ha dominato la scena politica per vent’anni. Queste sagre – continua il consigliere – ci permettono solo di pagare la sede e poco altro, non ci apriamo i conti in banca all’estero». «Va bene essere contro il finanziamento pubblico ai partiti – commenta Fabrizio Brizzi, degli Arancioni – va bene che si tolgano le indennità e che si metta il gettone per i consiglieri. Ma come va avanti un partito? Così facendo la politica diventa monopolio dei ricchi».

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