«I lavori al Mulino di Villa hanno creato danni maggiori»
TRESANA. Tresana: l'opposizione chiede spiegazioni: «Gli interventi effettuati dal Comune al Mulino di Villa hanno mitigato il rischio di esondazione o creato maggior pericolo ?» «Quanto sta...
TRESANA. Tresana: l'opposizione chiede spiegazioni: «Gli interventi effettuati dal Comune al Mulino di Villa hanno mitigato il rischio di esondazione o creato maggior pericolo ?»
«Quanto sta accadendo nel nostro Comune merita particolare attenzione e lo dimostrano le modalità e la scarsa qualità degli interventi»: lLo affermano i consiglieri comunali di opposizione Matteo Mastrini, Giampiero Battaglia e Franco Bernardi.
«L'area del Mulino di Villa ne è il chiaro esempio - proseguono - perchè dopo l'alluvione del 25 novembre 2011 la zona è rimasta invivibile».
«I lavori di movimentazione del materiale posto nell'alveo e lungo le sponde del torrente Osca, effettuati dal Comune di Tresana nel periodo successivo agli eventi calamitosi, hanno mitigato il rischio di esondazione o creato un maggio pericolo in caso di piogge? - chiedono i Consiglieri comunali - Abbiamo presentato in proposito un'interrogazione in forma scritta, perché in consiglio la maggioranza tergiversa, evita di entrare nello specifico degli argomenti». «Dopo il 25 novembre le piogge cadute su Villa - sostengono Mastrini, Battaglia e Bernardi - ed in particolarità in quest'area, hanno allagato più e più volte gli immobili già danneggiati. In un primo momento fu dragato il torrente Osca e depositato il materiale ghiaioso sulla sponda destra di fronte alle abitazioni».
«L'argine è stato innalzato di soli due metri - commentano - e si è sviluppata una frana che ha reso pericolosa la zona antistante al sito già oggetto di due interventi. La famiglia che vi abitava non è mai rientrata in casa». Riflettori dunque sugli interventi svolti dall'amministrazione comunale: «La ghiaia evidentemente non è nel posto giusto - concludono i Consiglieri di opposizione - ed il muro di protezione non è sufficientemente alto. Se le famiglie sono costrette a lasciare le proprie case, chi di dovere si dovrebbe prendere le proprie responsabilità sulle modalità con cui i lavori sono stati svolti».
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