La protesta
Piscine di Quercia nel degrado in cantiere l’operazione recupero
Uno dei liquidatori della società sportiva che ha riottenuto dal Tar la gestione dell’impianto: nostro compito è di portare i libri contabili in tribunale o vedere se è possibile ripartire
AULLA. Quando la collettività potrà nuovamente usufruire delle piscine del centro scolastico sportivo di Quercia? Nessuno pare in grado di rispondere a questa domanda. Una cosa, però, si può dire con ragionevole certezza: non saranno tempi brevi e ogni giorno che trascorre allontana il momento della restituzione alla cittadinanza, sempre che questo ci sia. Infatti, ogni giorno che trascorre senza che vi siano interventi sull'impianto sportivo, contribuisce ad aumentare, lentamente ma inesorabilmente, il degrado della struttura, dal cui tetto l'acqua cade direttamente nella piscina.
E anche Maurizio Annitto, uno dei due liquidatori (l'altro è Massimiliano Galante) della società sportiva "Pianeta Sport Carasco" di Genova, che ha riottenuto dal Tar la gestione dell'impianto, va molto cauto e si limita a dire che «è in fase di elaborazione una proposta da sottoporre ai soci. Nostro compito, infatti, è o portare i libri in Tribunale o vedere se è possibile ripartire, cercando di fare tutto e bene, ma in tempi molto celeri».
Rimane il fatto che la desolazione che regna a Quercia non si era mai vista e quelle che erano piscine frequentatissime ora assomigliano a una "cittadella dello sport fantasma", il tutto a causa di una situazione, nei rapporti fra il Comune e la "Pianeta Sport Carasco", che si è progressivamente deteriorata, con il risultato che a rimetterci, come spesso accade, sono sportivi, bambini, ragazzi e, naturalmente, genitori, costretti a portare i figli a nuotare in altri centri sportivi del comprensorio. Ma facciamo un passo indietro.
«Dobbiamo approfondire la questione, ma non è escluso che il Comune decida che la delibera con cui dichiarare decaduta la concessione che permette alla società "Pianeta Sport" di gestire il centro scolastico sportivo di Quercia sia emessa da un dirigente comunale». Questa era stata la reazione a caldo del commissario prefettizio Franca Rosa, dopo che il Tar della Toscana aveva accolto il ricorso della “Pianeta Sport” contro la delibera dello scorso 8 ottobre della decaduta giunta, con cui veniva rescissa la convenzione fra il Comune e la società sportiva ligure al culmine di una guerra fatta di accuse reciproche di non avere rispettato quanto stabilito nella convenzione.
Quindi, dalle parole del commissario prefettizio sembra di capire che il Comune potrebbe seguire la linea della decaduta amministrazione, proseguendo nella guerra a suon di carte bollate contro la società sportiva. Il condizionale, però, è d'obbligo, visto che Franca Rosa aggiunge che «il contenzioso non è di facile soluzione. Rimane il fatto che il mio compito è quello di restituire le piscine alla cittadinanza nel minor tempo possibile» aveva concluso il commissario prefettizio. La giunta comunale, quindi, non poteva sciogliere, lo scorso 8 ottobre, i rapporti con la società di gestione delle piscine e del centro scolastico sportivo. (g.u.)
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