Sicurezza
Nel 2013 chiusa un’impresa ogni 48 ore Giù anche le retribuzioni: -18%
Ma ci sono segnali di ripresa: tornano a salire i fatturati e i consumi
MASSA CARRARA - Nel 2013 hanno abbassato la saracinesca 165 piccole imprese sul territorio apuano. Un’impresa artigiana ogni 48 ore per un saldo negativo tra aperture e chiusure del 2.7% nell’anno appena concluso. A pagare il prezzo più alto sono state il popolo delle partite Iva, le imprese individuali (-3,5%), che in parte hanno riassorbito una porzione dei lavoratori rimasti senza occupazione e il settore delle costruzioni dove tra il 2010 ed il 2013 hanno chiuso 244 imprese (-10%) in seguito al crollo del mercato del mattone e di altri fattori come, per esempio, la stretta creditizia e i ritardi dei pagamenti che continuano a minare la tenuta del principale settore della Provincia di Massa Carrara che da solo vale la metà del fatturato generato alle imprese artigiane.
I preoccupanti dati sono stati raccolti da Cna, che individua, però, nelle dinamiche economiche apuane anche alcuni segnali positivi. Spiragli, più che altro nel primo semestre del 2013 si è registrato un + 2,4% di fatturato su base tendenziale; un dato confortante, il primo dopo una lunga serie di semestri poco entusiasmanti.
Nel primo semestre 2013 fotografato dallo studio Trend commissionato da Cna, i consumi tornano in territorio positivo (+1%) così come il settore delle costruzioni che aveva chiuso il 2012 con -34% di fatturato, e che ora sembra in ripresa con un incoraggiante + 9,6% per un totale di 56,2 milioni di euro. Male l'indice delle retribuzioni, purtroppo una delle note più importanti: - 18,2%. Un dato che serve ad analizzare con posizione critica la situazione di una provincia dove i livelli di retribuzione sono in caduta libera ed in controtendenza rispetto a quelli regionali (+7,7%). Tra i comparti in netta ascesa il conciario ed il tessile, che, malgrado l’esiguità dei fatturati prodotti a livello provinciale, si comportano molto bene rispettivamente con il 66% e con il 30,2% in più, il legno (+4,7%), il settore delle riparazioni (+6,5%) ed i trasporti (-5,1%). I trasporti sono, all'interno del terziario, il settore trainante con quasi 30milioni di euro di fatturato che rappresentano l'82% del fatturato dei servizi.
In sofferenza la metalmeccanica (-1,8%) dove però reggono le retribuzioni i servizi alle imprese (-14,1%). Arretra anche l'alimentare (-9,3%). In estrema sintesi: fatturato (+2,4%), retribuzioni (-18,2%), consumi (+1%), manifatturiero (-0,9%) e servizi (-5,2%).
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