Il Tirreno

“Te t’sen cararin” punta sull’ironia

“Te t’sen cararin” punta sull’ironia

La carrarinità vista da Facebook: il sito in dialetto con lo spirito vagamente anarchico della città

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Detti tipici, previsioni meteo in dialetto, scorci di Carrara e delle sue frazioni e perfino qualche commento sulle prestazioni della Carrarese Calcio: la “carrarinità” doc approda su Facebook, intrisa di quello spirito burbero, sarcastico e vagamente anarchico che caratterizza da sempre la nostra città.

A trasferirne i pregi e difetti sul social network è il gruppo “Te t’sen cararin”, una pagina aperta il 25 febbraio del 2011 che conta, tanto per misurarla con i parametri di Facebook, 4885 “mi piace” e 1573 seguaci. «Questa pagina è aperta a tutte le persone che hanno un legame con la città di Carrara – si legge nello spazio dedicato alla descrizione del gruppo - tutti possono partecipare pubblicando immagini fotografiche o video che raccontino la storia, le tradizioni della gente carrarese. I suoi aneddoti, i suoi proverbi e i suoi personaggi. Una pagina culturale, ma anche dai risvolti scherzosi». E in effetti di ironia, nei post pubblicati dal gruppo e dai suoi frequentatori, ce n’è davvero tanta, a iniziare da quella dei proverbi: «chi a s’scus non acusat i confess ‘l so p’cat», versione dialettale del celebre motto latino «excusatio non petita, accusatio manifesta»; «A s’aciap’ prima un busard che un zòp», una rivisitazione de «le bugie hanno le gambe corte» e ancora «Aboch pian se ‘n t’n’sa si è sass o pan» che in italiano suona «Mordi piano se non sai se è sasso o pane».

La pagina propone poi una fitta serie di vignette, ispirate alla quotidianità dei cittadini: e così, ecco il carrarino tipico, imbottigliato nel traffico che rivolgendosi a un guidatore maldestro grida: «E sòrt d’n méz che a t’dai ‘na rotata» o le esilaranti chiacchierate di due arzilli vecchietti sulla panchina del parco pubblico. Imperdibili le previsioni meteo, con il Colonnello Massimo Morico, meteorologo dell'Aeronautica Militare e volto noto delle reti Rai, che rivolgendosi direttamente alle casalinghe carraresi avverte: «Fante… al tir ‘l vent, st’ndet i linzoli, ma occ’ a doman…al dovrè piòv’r!!!».

E per coloro che con piglio da maestri, armati di matita rossa e blu, hanno criticato i post “sgrammaticati” pubblicati sulla pagina, ecco pronta la risposta: «La mancanza d’dopie alè v’luta a n’sian analfabeti, anzi a sian stufi d’es’r criticati e ofesi da zèrti sapientòn, avete capit!?...oh paiàzi!!».

Ma “Te t’sen carrarin” non è la sola pagina Facebook dedicata a Carrara: tra le tante, più o meno popolari, ci sono due gruppi che puntano dichiaratamente a dare un contributo costruttivo per migliorare la qualità della vita nella nostra città. «I Love Carrara», ideato dalla dottoressa Francesca Ponzanelli, un’odontoiatra che ha deciso di aprire un gruppo per «raccogliere segnalazioni sugli atteggiamenti incivili e sui disagi piccoli e grandi della nostra città»: si va dalle segnalazioni sulle buche in strada a quelle sui tombini ostruiti dalle foglie, un tema quest’ultimo, particolarmente sentito dopo le alluvioni del novembre 2012. Il gruppo ha 203 membri ed è chiuso con i due amministratori che “filtrano” i commenti, per garantire una coerenza tra i vari interventi e lo spirito della pagina.

Sempre nel filone delle pagine “di pubblica utilità” si inserisce «Migliora Carrara» aperto da Sara Bertolla per «far emergere tutto quello che non funziona in città»: i 328 membri iscritti al gruppo si confrontano e commentano i fatti salienti che avvengono a Carrara, attingendo anche alle notizie di cronaca locale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze