Proteste
«Maternità, più sicurezza nell’ospedale unico»
Secondo i primari Migliorini e Baratta il trasferimento del reparto dall’Opa garantirà migliore assistenza alle mamme e il pronto soccorso pediatrico
Alberto Baratta è il direttore del dipartimento emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione. Paolo Migliorini guida, invece, il reparto di ginecologia ed ostetricia. Sono loro adesso a scendere in campo: sul trasferimento del punto nascita e sui conseguenti rischi per l’Opa vogliono dire la loro. Sostengono la necessità di un reparto materno infantile in viale Mattei, per garantire una migliore sicurezza alle pazienti e la creazione di un micro puntonascita a Montepepe, a tutela dei piccoli cardiopatici: «Trasferirsi al nuovo ospedale della Apuane - spiegano - significa contare sulla presenza di tutte le specialità necessarie a garantire il buon funzionamento di un ospedale. A Montepepe mancano chirurgia generale e vascolare, urologia, anatomia patologica, radiologia interventistica. Non ci sono nè il centro trasfusionale, nè il laboratorio analisi. Il sangue viene portato ed analizzato altrove, poi i referti sono riconsegnati. Nel 2006 l’Asl ha deciso di portare il materno infantile accanto agli spazi della Fondazione Monasterio, ma per superare punti nascita che non sarebbero stati in grado di offrire gli standard necessari».
«L’Opa - continua Migliorini - è un’eccellenza che vogliamo tutelare e che deve rimanere sul territorio: la collaborazione con la Fondazione ha permesso di sviluppare una specialità ostetrica legata alla diagnosi prenatale.Nel 2012 ci sono stati 35 parti (il 30% programmato), che interessavano bimbi con diagnosi prenatale di cardiopatia, 8 non erano casi gravi tanto che sono rimasti in carico al dipartimento, 27 sono stati trasferiti all’Opa, ma non operati nelle 24 ore successive». Bene 27 bimbi che meritano le migliori cure: «Per questo - l’argomento di Migliorini non è nuovo - la proposta è attivare un’equipe reperibile che, in regime di prestazione aggiuntiva, garantisca a quei piccolini di nascere in cardiochirurgia pediatrica».
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