Attenzione
«Sos: bomba ecologica alla Cjmeco»
Rifondazione, Comunisti e Sel lanciano un appello all’assessore regionale Bramerini e chiedono un incontro urgente
AULLA. Chissà se c'è allarme vero nella frazione di Pallerone per la bomba ecologica, la discarica ex Cjmeco, che si trova alle porte del paese. Avere il polso della situazione, di quello che la gente pensa in merito, non è facile e la sensazione è che prevalgano disillusione e rassegnazione, anche quando c'è la salute in gioco. Ed è proprio questo il caso, visto il nuovo allarme lanciato dall’Arpat provinciale di Massa-Carrara relativo all’area ex Cjmeco. L’Agenzia ha effettuato un ulteriore sopralluogo, rilevando gravi criticità, tanto da affermare che l’accesso all’area deve essere "assolutamente evitato".
Ricordiamo che già alla fine di dicembre 2013 la situazione ambientale dell’area era stata oggetto di preoccupazioni dell’Arpat, che ora avverte in un comunicato diffuso: «Al fine di evitare il peggioramento delle condizioni ambientali, possibili contaminazioni del suolo e della falda e propagazione ulteriore della contaminazione da amianto, si ritiene di primaria importanza procedere rapidamente alla messa in sicurezza dell'area, all'asportazione dei rifiuti e alla bonifica del sito. Nel frattempo l'area deve rimanere inaccessibile e la presenza di amianto deve essere opportunamente segnalata».
E mentre circolano voci sempre più insistenti in base alle quali diversi camion, in passato, sarebbero usciti carichi di ferro dalla ex Cjmeco, ferro sottratto dai capannoni i cui tetti sarebbero poi crollati a causa della mancanza proprio del ferro a sorreggerli, una lettera è stata inviata da Federico Agostini, a nome del circolo di Rifondazione Comunista bassa Lunigiana, del Partito dei Comunisti Italiani e della Sinistra per la Lunigiana/Un'altra Lunigiana è possibile, all'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini. La lettera di Agostini fa seguito a quella della stessa Bramerini e in essa si chiede all'assessore regionale di fissare la data per un incontro sul tema.
Ecco il testo della lettera di Agostini: «C'è molta attesa nella popolazione, anche a causa delle cronache nazionali sulla vicenda della "terra dei fuochi", di conoscere la verità sui contenuti e sulla pericolosità del sito ex Cjmeco. Ma la domanda che tutti si pongono è se finalmente questa zona verrà ripulita e risanata dalle migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosissimi, come testimonia il comunicato dell'Arpat apparso sulla stampa locale. Nei giorni scorsi ho ricevuto alcune telefonate da compagni del PdCI e di Rifondazione della Federazione di Sarzana, molto preoccupati per i rischi a cui, inevitabilmente, sono anche loro sottoposti per contiguità geografica. Il rischio che sostanze nocive possano riversarsi nel fiume Magra ed inquinare le falde è elevatissimo ed è con apprensione che seguono lo sviluppo della situazione, pronti a interessare anche le istituzioni liguri per scongiurare danni irreparabili e inestimabili. Abbiamo molto apprezzato la sua disponibilità ad un incontro e, soprattutto, a trovare finalmente una soluzione e la stessa disponibilità ci è stata data dal commissario straordinario del Comune di Aulla, dottoressa Rosa, e dal sub commissario, dottor Del Punta. Insieme alle altre forze politiche che hanno sottoscritto questa iniziativa, alle associazioni, ai comitati la invitiamo a partecipare ad un incontro pubblico - conclude Agostini - per far conoscere alla cittadinanza lo stato attuale della discarica e le proposte per la bonifica».
A metà dicembre, pochi giorni prima del nuovo rogo nella ex Cjmeco, il circolo bassa Lunigiana di Rifondazione lanciò l'allarme sui rischi di incendio nell'area. (g.u.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
